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Elisa Averna
27 set 2022
In Presenta Libro
Carissimi lettori, benvenuti nella rubrica "Presenta libro". Qui potrete conoscere le nuove pubblicazioni della microeditoria non a pagamento dalle stesse parole degli autori. Sarà un po' come partecipare a una presentazione dal vivo, solo che anziché ascoltare, leggerete. E ora vi lascio in compagnia dell'autrice Francesca Erriu, che ci presenterà il suo "IL VAMPIRO E I SUOI SIMBOLI: VIAGGIO DA DRACULA DI STOKER AL VAMPIRO ULTRAMODERNO" (Lupi Editore). PRESENTAZIONE Questo libro nasce dalla mia passione per la letteratura gotica – iniziata in adolescenza, probabilmente a partire dai Racconti di Edgar Allan Poe – e dagli studi successivi terminati con la tesi di laurea all’università in cui scelsi appunto di parlare di “Dracula” di Bram Stoker. Forse fu soltanto la scusa per fare diversi viaggi a Dublino in cerca di materiale? Può darsi, lo ammetto – non posso nascondere il mio amore per l’Irlanda – ma è vero che poi, iniziando le ricerche, sono stata così rapita e affascinata dai tanti aspetti meno noti che circondano la figura del vampiro, da non smettere di approfondire. A ormai più di 100 anni dalla sua nascita ad opera dell’irlandese Abraham (Bram) Stoker, il conte Dracula, da buon revenant, sembra essere risorto a nuova vita e pronunciare il suo nome scatena tuttora paure e sensazioni. Il suo fascino deriva probabilmente dal suo carattere antico e ancestrale, se è vero che per il pubblico odierno ciò che è antico “is to be revered or feared” (è degno di essere temuto o venerato). Nel parlare del vampiro infatti non si può non tener conto di quanto la sua figura sia presente nella tradizione sin dai tempi più antichi. Partendo dal romanzo di Bram Stoker, creatore del personaggio letterario del vampiro Dracula nel 1897, in questo testo si analizzano le caratteristiche principali dell'essere vampiro da diverse angolazioni: il vampiro come malato, il vampiro condannato alla vita eterna, il vampiro e la sessualità repressa, il vampiro come metafora dell'Aids e così via. Dall'analisi del personaggio letterario si passa a quella delle creature cinematografiche, cercando di capire perché il cinema abbia subìto sin dai suoi esordi la fascinazione del vampiro, dai capolavori espressionisti a Francis Ford Coppola. Troverete molto affascinanti (come è successo a me) le analisi dei rapporti tra i personaggi nelle varie trasposizioni filmiche, fino ad arrivare ai moderni vampiri della serie di Anne Rice poi trasposta sullo schermo. Interessanti le connessioni che ho trovato nelle mie ricerche tra assassini reali e la figura del vampiro. Ad esempio nel caso di John Haigh, condannato a morte nel 1949 per nove omicidi. Ecco una sua testimonianza: “Quella notte feci un sogno spaventoso. Vedevo una foresta di crocifissi, che gradualmente si trasformavano in alberi. Mi sembrò di vedere dapprima della rugiada o della pioggia che colava dai rami. Ma quando mi avvicinai, compresi che si trattava di sangue. (…) vidi un uomo che andava di albero in albero a raccogliere il sangue. Quando la coppa che teneva in mano fu colma, l’uomo mi si avvicinò – Bevi! – mi disse. Ma io mi sentivo paralizzato. Il sogno svanì. Ma io continuai a sentirmi debole, e a desiderare con tutto me stesso la coppa. Al risveglio vedevo sempre quella coppa, che io non potevo raggiungere, e quella terribile sete, ignota ad ogni altro uomo moderno, si insediò in me, e per sempre”. Particolare risalto viene dato alle figure femminili (Lucy e Mina) protagoniste dell’opera letteraria e alle loro mutazioni sulla scena cinematografica. Viene ampiamente trattata la simbologia del vampiro, ad esempio la rappresentazione del sangue come metafora di malattia e contagio; inoltre, la simbologia (meno evidente) dell’elemento acqua sia nel romanzo che nel cinema. Elemento strettamente collegato al viaggio, altro motivo portante di Dracula. Ecco perché ho scelto il sottotitolo: viaggio da Dracula al vampiro ultramoderno. È un viaggio in cui si imbarcherà anche il lettore, insieme ai personaggi. Ringrazio per l’ospitalità e lascio il link del mio sito per chi vorrà saperne di più. Grazie a te, Francesca, per averci piacevolmente intrattenuti con il tuo libro. E noi, cari lettori, ci diamo appuntamento al prossimo "Presenta libro", prima, però, vi invito a dare un'occhiata ai link che trovate in calce. CLICCA QUI: SITO DI FRANCESCA ERRIU Acquista subito! "IL VAMPIRO E I SUOI SIMBOLI: VIAGGIO DA DRACULA DI STOKER AL VAMPIRO ULTRAMODERNO"
PRESENTAZIONE DE "IL VAMPIRO E I SUOI SIMBOLI: VIAGGIO DA DRACULA DI STOKER AL VAMPIRO ULTRAMODERNO" di Francesca Erriu (Lupi Editore) content media
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Elisa Averna
24 set 2022
In Interviste agli Editori
Cari lettori e autori, ben ritrovati nella rubrica “Intervista all’editore”. Oggi conosceremo meglio un Editore con la "E" maiuscola: Antonio Di Bartolomeo di Pluriversum Edizioni. Ovviamente stiamo parlando di una signora casa editrice No Eap. L’ “ovviamente” è riferito al fatto che le interviste agli editori in questo blog sono dedicate solo a questa categoria, categoria che va protetta e ben distinta dal tutto ciò che non è vera editoria. Per chi ancora non lo sapesse, per No Eap s’intende “editoria non a pagamento”, vale a dire quell’editoria che non chiede contributi agli autori. Perché esiste altra editoria? In realtà no, esistono però tipografie con servizi aggiuntivi che si spacciano per "case editrici" o false case editrici No Eap che, pur di rientrare tre le c.e. No Eap, millantano crediti che non hanno e non onorano i contratti. Nel far west editoriale, Pluriversum Edizioni si contraddistingue e non solo per serietà. Questa casa editrice ha infatti un catalogo esteso e affascinante. Vi invito quindi a visitarne il sito (link in calce) e a seguirla sui social. Sostenere gli editori meritevoli è un modo facile affinché essi abbiano la loro giusta luce nel far west editoriale. Ringrazio Antonio Di Bartolomeo per essersi prestato a questa intervista con grande disponibilità e vi lascio in sua compagnia. INTERVISTA Com’è nata la casa editrice Pluriversum Edizioni? Nel 2009 si creò un gruppo di allievi ai miei corsi di scrittura creativa che, qualche anno dopo, decise di fondare un’associazione di promozione plurale per diffondere le tecniche, i metodi e la filosofia della scrittura plurale. Ma lo strumento associativo non si prestava a una divulgazione delle opere a livello nazionale, sicché, grazie all’aiuto di mia moglie Fatna Bounou, agli inizi del 2017 si diede vita a un’impresa sotto forma di ditta individuale con lo scopo di continuare il percorso già compiuto. Che cosa vi contraddistingue rispetto ad altre case editrici? Per rispondere bisognerebbe conoscere l’operato delle altre case editrici; ognuna, presumibilmente, ha il suo stile comunicativo e le sue prassi. In un regime di libero mercato, ogni entità commerciale svolge la sua attività come meglio crede. Poi, ovviamente, ci sono editori che temono di assumersi il rischio d’impresa, pubblicando solo autori che pagano, e altri – come noi – che ritengono il modello free una vera e propria sfida oltre che uno forma di vita improntata alla parsimonia e all’oculatezza. Chi scegli il free rifiuta lo sfarzo e gli sprechi. E ha davvero tanto coraggio. Ecco, il nostro tratto distintivo è proprio questo: il coraggio. Cosa significa oggi essere un editore indipendente? Significa poter scegliere, decidere e vivere senza l’aiuto di nessuno. Significa essere liberi. Farsi strada con le sole proprie forze. Cosa vuol dire svolgere il mestiere di editore? Significa esporsi a un rischio enorme: oggi basta una parola fuori posto per ritrovarsi letteralmente nei guai. Chi lavora nel campo della comunicazione sa bene che bisogna pensare dieci volte la frase che poi si rende pubblica, ma spesso non si ha tempo di pensare e si creano fraintendimenti senza fine. Il più delle volte in mala fede, perché ognuno capisce ciò che vuole capire. L’editore ha a che fare con una massa di scriventi – che si sono formati sulla bacheca di Facebook – incapaci di comprendere la differenza tra vocazione, passione e semplice capriccio. L’impatto iniziale può essere significativo e si possono commettere errori di valutazione che si pagano a caro prezzo. Qual è l’errore o quali sono gli errori che, secondo voi, un autore emergente commette nel presentarvi un proprio progetto editoriale? Proprio ieri è giunto una proposta editoriale con la seguente dicitura nell’oggetto della mail: “Sottomissione di un mio libro alla casa editrice”. Beh, se si esordisce così – se l’autore in erba ci “sottomette” un’opera che, nella sua testa, è già libro – non può che essere il cestino il suo naturale luogo di destinazione. È davvero triste rilevare la pochezza espressiva di oggi e la mancanza di cura nelle parole. Il mondo editoriale ormai è molto ampio, le case editrici sono davvero numerose e purtroppo non tutte sono realmente 100 per cento No Eap oppure viaggiano su doppio binario, in molti optano per l’auto-pubblicazione. Perché un autore dovrebbe rivolgersi a voi? Se un autore si rivolgesse a noi solo perché non chiediamo alcun contributo per la pubblicazione, non potremmo trarre alcuna gratificazione: Pluriversum va scelta per le attività promozionali che mette in campo, per l’accortezza che ripone in fase redazionale, per il supporto continuo h24 che offre agli autori, per l’entusiasmo che regna nel suo ambiente, per l’attenzione rivolta a chi muove i primi passi nel mondo editoriale. Quanto per voi è importante la figura dell’editor per accompagnare l’autore nella fase antecedente alla pubblicazione? L’editing è un servizio editoriale funzionale alla pubblicazione; non se ne può prescindere. Nella mia lunga esperienza di editor, rilevo un’ampia disponibilità degli autori a lasciarsi guidare lungo il percorso di perfezionamento della loro opera, purché, ovviamente, se ne rispetti lo stile, i contenuti e la struttura. È un problema di “diritto d’autore”. Non si può stravolgere la sostanza di un testo. Ci vuole reciproca umiltà nel riconoscere che né l’autore può dare alle stampe il suo manoscritto originario né l’editor può pretendere di cambiare le frasi senza il consenso e la piena consapevolezza dell’autore, che rimane sempre e comunque il creatore dell’opera. Quei pochi presuntuosi autori incapaci di comprendere il valore di un intervento di correzione e miglioramento andrebbero immediatamente messi alla porta. Che cosa cercate e che cosa escludete? Pluriversum nasce per dare voce agli autori impegnati nel “civile”, ossia fautori di progetti artistici, letterari e, in generale, culturali. Opere fini a sé stesse, che non abbiano un impatto sociale, non sono compatibili con i nostri standard e le nostre richieste. Avete una visione del mondo rilevabile da una citazione o un’immagine in cui rispecchiare i vostri propositi editoriali? Pluriversum ha una sua filosofia, quella della pluralità, piuttosto complessa e articolata. In poche parole, un pensatore plurale valorizza i tratti distintivi, senza disconoscere quelli comuni, ma punta alla valorizzazione delle differenze e all’armonizzazione di punti di vista alternativi. In una formula che appartiene alla mia stessa filosofia, la pluralità tende al superamento tanto dell’Uno, che ingabbia e opprime, quanto alla molteplicità, che confonde e disorienta. Che cosa pensate dell’“editoria” a pagamento? Fermo restando che ogni impresa è libera di agire secondo le proprie idee, e tenuto conto che la Costituzione stessa garantisce la libera iniziativa economica, vien da chiedersi che gusto si provi a pubblicare solo autori disposti a sborsare migliaia di euro per vedere la propria opera su Amazon e qualche copia in Fastbook. Questi autori, quando si accorgono della fregatura, con 200 copie in giacenza presso le proprie cantine delle quali non sanno che farsene, e senza alcun supporto dell’editore, avvertono non solo un senso di frustrazione ma pure l’impulso di rivalsa che spesso è accompagnato da vera e propria diffidenza. Come convincerlo che c’è ancora chi crede in lui e nel suo lavoro? La cosa più atroce è tuttavia un’altra: a meno che gli autori non abbiano pagato un coaching writing, e siano certi di aver pubblicato un libro di qualità, con un impeccabile intervento di editing, si ritrovano il più delle volte 200 copie piene di errori, e quindi non solo senza alcun valore ma persino nocive, perché se mai capiterà che qualcuno leggesse quel libro si renderà presto conto di essere di fronte a un dilettante che ha pubblicato a pagamento. Preferite il cartaceo o l’e-Book? L’e-book, dopo gli entusiasmi iniziali, sta perdendo il suo fascino. Un libro è uno strumento sociale; permette, anzi, deve permettere, l’aggregazione, non semplicemente virtuale, ma reale e concreta. È bellissimo vedere tanta gente a una presentazione, prendere parola, scambiarsi opinioni, sorridere insieme. Poi, è chiaro, c’è chi preferisce leggere a letto sullo smartphone, prima di dormire, e un e-book è altamente indicato per questo. Noi, però, preferiamo la tradizione cartacea. Volete dare qualche consiglio agli scrittori emergenti? Un autore emergente per sua natura deve scoprire, ed essere paziente, non fermarsi al primo intoppo; l’editoria è imprevedibile. Ci vuole tenacia, perseveranza, e fortuna. Qual è la collana che vi rende maggiormente orgogliosi? Schegge dall’altrove, una specifica collana dedicata agli scritti sociali, che puntino alla divulgazione di una cultura plurale. Dove sono acquistabili i libri da voi editi? Il nostro distributore fornisce, attraverso Fastbook e direttamente, con le sue tante convenzioni, le librerie di tutto il territorio nazionale. Per la Sardegna abbiamo un distributore dedicato. Il vostro sogno come editori? Riuscire a far sorridere di gioia i nostri autori. ANTONIO DI BARTOLOMEO (CAPOREDATTORE) Cari lettori e autori, concedetemi di confidervi che questa intervista è stata per me una delle più belle mai fatte a un editore nel mio blog. Pluriuniversum Edizioni mi ha conquistato da subito ( e non solo per il nome che a un'appassionata di fisica quantistica quale io sono non poteva che far venire la pupilla a cuoricino), ma per l'onestà intellettuale e la schiettezza di ogni singola parola dell'editore, onestà e schiettezza che avevo potuto riscontrare già nell' articol, di cui vi riporto il link in calce e che vi invito a leggere con molta attenzione. Che dire? Un editore che arriva a pubblicare il fac simile del contratto che propone agli autori, che non solo non ha nulla da nascondere, ma che è anche sicuro del fatto suo è degno del massimo rispetto, non credete? Top del top! Il consiglio rivolto a noi autori è sempre lo stesso: non facciamoci accecare dal vanity press, cerchiamo di essere obiettivi nel valutare i nostri testi e, se il nostro testo è valido, affidiamoci ai veri editori, viceversa asteniamoci nell'immettere nel mercato libri di scarsa qualità, cadendo nella trappola del "se mi paghi, ti pubblico"! SITO (clicca qui sotto!) NAVIGA SUL SITO DI PLURIVERSUM EDIZIONI LEGGI CONTRATTO ARTICOLO IMPERDIBILE
Intervista ad Antonio Di Bartolomeo di Pluriversum Edizioni, casa editrice 100% No Eap. Da non perdere!
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Elisa Averna
23 set 2022
In Segnalazioni
Carissimi, sono lieta di presentarvi un racconto giallo di Maria Cristina Buoso, intitolato "IL MISTERO DEI SEI TIRAMISÙ" ed edito per i tipi PlaceBook Publishing. In calce trovate il link per acquistarlo e qui di seguito la descrizione. Sosteniamo la microeditoria seria e affidabile! INCIPIT AUTORE: Maria Cristina Buoso EDITORE: PlaceBook Publishing PAGINE: 93 FORMATO: cartaceo e kindle DESCRIZIONE Chi ha vandalizzato l’ambulatorio di Andrea Stella e sta distruggendo i tiramisù di Alice? Sono collegati questi due fatti? Caterina dovrà scoprirlo e come al solito Claudia l’aiuterà nell’impresa. Ancora una volta il quartiere, con i suoi abitanti, sarà il protagonista di questa nuova avventura. LINK PER L'ACQUISTO: "IL MISTERO DEI SEI TIRAMISÙ"
Segnalazione del racconto giallo di Maria Cristina Buoso "IL MISTERO DEI SEI TIRAMISÙ" - PlaceBook Publishing content media
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Elisa Averna
07 set 2022
In Interviste agli Editori
Amici lettori e autori, oggi conosceremo una nuova casa editrice: MONDI DI VERSI. Ovviamente, come sempre in questa rubrica, stiamo parlando di una casa editrice No Eap. Per chi ancora non lo sapesse, per No Eap s’intende “editoria non a pagamento”, vale a dire quell’editoria che non chiede contributi agli autori. Perché esiste altra editoria? In realtà no, esistono però "tipografie con servizi aggiuntivi" che si fanno chiamare "case editrici", rendendo il mondo editoriale un vero far west. 😮 Il sito dell'editore è in allestimento. Non appena sarà pronto, avrò cura di segnalarlo in calce all'intervista. Gli autori che volessero inoltrare una proposta editoriale possono avvalersi del seguente indirizzo di posta elettronica: manoscritti@mondidiversi.com Ringrazio l'editrice, la dottoressa Michela Arancino, per la puntualità e la chiarezza con cui ha risposto alle domande anche più insidiose. Ho amato di questa intervista ogni singola risposta, ma in modo particolare quella sul post pubblicazione ("Perché un autore dovrebbe rivolgersi a voi?"). A volte, bastano davvero poche parole per marcare un'identità precisa e farsi conoscere nella propria essenza. Com’è nata la casa editrice Mondi di Versi? Da un sogno di una scrittrice che ha sempre desiderato dare voce anche ad altre persone, autori e autrici emergenti che non hanno abbastanza visibilità. Che cosa vi contraddistingue rispetto ad altre case editrici? Credo che il discrimine principale sia la collaborazione tra noi e gli autori. Ci piace avere un rapporto stretto con tutti coloro che entrano a far parte della nostra famiglia. Cosa significa oggi essere un editore indipendente? Scommettere. Su sé stessi e sugli altri. Cosa vuol dire svolgere il mestiere di editore? Vuol dire tantissime cose ma io mi concentro sulla più bella: trovare nuove perle da leggere. Qual è l’errore o quali sono gli errori che, secondo voi, un autore emergente commette nel presentarvi un proprio progetto editoriale? Non esistono errori, quando un autore si presenta a cuore aperto, ha già fatto tanto. Ma è fondamentale che abbia la coscienza di sapersi mettere in gioco per migliorare. Il mondo editoriale ormai è molto ampio, le case editrici sono davvero numerose. Purtroppo non tutte sono realmente 100 per cento no eap e in molti optano per l’auto-pubblicazione. Perché un autore dovrebbe rivolgersi a voi? Perché troverà un mondo disposto a cullarlo, supportarlo, farlo crescere e migliorare. Quanto per voi è importante la figura dell’editor per accompagnare l’autore nella fase antecedente alla pubblicazione? L’editor è la figura più importante perché si prende cura del manoscritto, lo rimaneggia, collabora con l’autore per arrivare al meglio di ciò che ha scritto, senza far perdere di personalità allo scritto. In casi eccezionali e solo per i testi che hanno bisogno di essere pesantemente rimaneggiati sul piano sintattico e strutturale la casa editrice si affida a un editing esterno a carico dell'autore; viceversa è l'editore a seguire l'autore per migliorare il testo in previsione della pubblicazione. Che cosa cercate e che cosa escludete? Non escludiamo nulla, cerchiamo autori che abbiano spirito critico e vogliano migliorarsi. Non poniamo limiti all’immaginazione. Avete una visione del mondo rilevabile da una citazione o un’immagine in cui rispecchiare i vostri propositi editoriali? Quella citata poco sopra: non poniamo limiti all’immaginazione. Questo perché, in parte, per creare un buon prodotto che sia vendibile, a volte ci si lascia trascinare dalle mode del momento che, però, vanno e vengono. Quali caratteristiche cercate in un autore? Una, fondamentale: voglia di mettersi in discussione. Ovviamente l’autore deve essere attivo, comprendere che il libro è, prima di tutto, un suo prodotto e che può descriverlo al meglio soltanto lui. Come scegliete un manoscritto? Lo leggiamo, ne valutiamo la grammatica, punteggiatura, coerenza della storia e fruibilità al pubblico. Quest’ultimo passaggio in realtà è il meno importante perché, come spiegato sopra, il pubblico può essere molto volubile a seconda dei periodi. Quindi vale sempre la pena scommettere anche su chi non è ‘alla moda’. Che cosa pensate dell’“editoria” a pagamento? Non è una domanda dalla facile risposta. Avere un’azienda comporta dei costi, dei sacrifici e anche la necessità di creare un cuscino per chi ci lavora dentro. Non giudico le scelte aziendali ma ciò che, a mio parere, deve essere chiaro, è che il libro non può essere pubblicato e poi lasciato lì, abbandonato a sé stesso. Quali generi narrativi e stili preferite? Personalmente, io ho una certa ossessiona per i libri del Re del brivido, Stephen King. Preferite il cartaceo o l’e-Book? E-book. Il cartaceo, per quanto bellissimo, è destinato a estinguersi perché le risorse degli alberi vanno tutelate e noi non possiamo approfittarne ancora. Quali progetti avete per i prossimi anni? Essendo appena nati, stiamo cercando la nostra strada ma sicuramente vogliamo offrire una famiglia, in cui condividere le proprie esperienze e in cui fare da supporto gli uni per gli altri. Che cosa vi rende soddisfatti di questo mestiere e che cosa no? Ogni copia venduta è sempre una grande soddisfazione. Invece a volte è un po’ frustrante che gli emergenti abbiano così pochi spazi a loro dedicati. A vostro avviso perché siamo più un paese di aspiranti autori che non di lettori e di chi è la responsabilità se si legge così poco? Perché tutti abbiamo una storia da raccontare. Sempre. Siamo un popolo che parla tanto e che ama l’arte. Non a caso abbiamo dato i natali a grandissimi artisti. Fortunatamente ho potuto notare che le nuove generazioni amano leggere molto di più. Il futuro sono loro. Volete dare qualche consiglio agli scrittori emergenti? Sì, affidarsi a professionisti. Dove sono acquistabili i libri da voi editi? Ci trovate su Amazon, kobo e Google libri. Abbiamo il sito in lavorazione ma presto saranno disponibili anche lì. Dove preferite che siano acquistati i libri da voi editi? Per noi l’importante è che vengano letti. Ci volete parlare dei libri che avete in uscita? Abbiamo tre fantasy che usciranno a breve, una raccolta di poesie e una di racconti, un manuale tecnico. I prossimi mesi saranno pienissimi. Il vostro sogno come editori? Crescere e vedere i nostri autori diventare importanti. Che cosa vorreste dire ai lettori? Avete qualche consiglio da dar loro su come scegliere i libri? Non fermatevi alla copertina. Non fermatevi nemmeno alla sinossi. Fate parlare il cuore. ATTENZIONE! Il sito dell'editore è attualmente ancora in allestimento. Non appena pronto, come promesso, lo troverete in calce all'articolo.
Intervista a Michela Arancino della nuova casa editrice No Eap Mondi Di Versi content media
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Elisa Averna
06 set 2022
In Presenta Libro
Carissimi lettori, benvenuti nella rubrica "Presenta libro". Qui potrete conoscere le nuove pubblicazioni della microeditoria non a pagamento dalle stesse parole degli autori. Sarà un po' come partecipare a una presentazione dal vivo, solo che anziché ascoltare, leggerete. E ora vi lascio in compagnia dell'autore Roberto Ochi, che ci presenterà brevemente la sua silloge poetica "Raccontami una storia" pubblicata da Brè Edizioni. "Raccontami una storia" è la riposta ad una domanda: chi sono io? Era il 2013, primavera, e io mi ero perso. Ero come un "risvegliato" che si trova di traverso in autostrada. E' in confusione, non sa dove sta andando e non sa bene chi è. Si rende solo conto che lì non può restare e che deve spostarsi in fretta per salvarsi. Era il 2013, primavera, e io fortunatamente non ero distante dal casello. Sono uscito da quell'autostrada e mi sono ricordato dello scrivere. Lo scrivere mi ha salvato. Mi ha donato la capacità di disegnare la mia autostrada fatta di domande, elenchi, verbi. "Raccontami una storia" sono io che imparo a raccontarmi bene, a vedermi bene, a non litigare con lo specchio, e infine, a piacermi. "Raccontami una storia" sono io che rileggendomi mi perdono, io che rileggendomi lascio andare, io che rileggendomi mi innamoro di tutte le mie storie. Descrizione/ Quarta di copertina "Raccontami una storia" è imparare a credere, come da bambini sapevamo fare. È ricordarsi. È imparare ad ascoltare, a fare attenzione. È imparare a guardarsi allo specchio, a sorridersi, a piacersi. È imparare a scrivere la propria storia, rileggendola ogni sera, innamorandosi di essa per sempre. Tre capitoli da trentatré poesie ciascuno, per immaginare e sentire con Roberto Ochi. Grazie Roberto per averci raccontato un po' della tua raccolta poetica. E noi, cari lettori, ci diamo appuntamento al prossimo "Presenta libro", prima, però, vi invito a dare un'occhiata ai link che trovate in calce. LINK PER L'ACQUISTO: RACCONTAMI UNA STORIA
Presentazione della silloge poetica "Raccontami una storia" di  Roberto Ochi - Brè Edizioni content media
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Elisa Averna
01 set 2022
In Presenta Libro
Carissimi lettori, benvenuti in questa nuova rubrica "Presenta libro". Qui potrete conoscere le nuove pubblicazioni della microeditoria non a pagamento dalle stesse parole degli autori. Sarà un po' come partecipare a una presentazione dal vivo, solo che anziché ascoltare, leggerete. E ora vi lascio in compagnia dell'autrice Maria Caterina Comino, che ci presenterà il suo romanzo noir "Gli scheletri di Isabel" pubblicato da Pav Edizioni. Elisa Averna, grazie per questa magnifica opportunità. Mi chiamo Maria Caterina Comino e scrivo dal 2011. Le storie che racconto hanno per protagoniste le donne. Le storie sono inventate, parto della mia sfrenata fantasia, ma le ambientazioni esistono. Amo descriverle nel dettaglio, in modo da permettere al lettore di trovarsi coinvolto nella storia. Con il libro “Gli scheletri di Isabel” porto i miei lettori in Francia e soprattutto a Parigi. Ho scritto il libro tra il 2020 e il 2021 durante il lockdown, ma nella mia storia la pandemia non c’è. C’è la Francia bella, quella turistica: Normandia, Limoges, Castelli della Loira, Pirenei, Provenza, Lorena e c’è Parigi. La città che entra nel cuore di chiunque la visiti. Questo per me è stato un modo per sfuggire alla prigionia forzata della pandemia e fare un bel viaggio, pieno di ricordi che ho vissuto in gioventù, e nuove scoperte. Il romanzo sembra il diario di una vedova, Isabel. Racconta il dolore della perdita, i ricordi del lungo matrimonio, l’accettazione e il cambiamento per cancellare quei segni che, in casa, le fanno ricordare ogni momento, la presenza dell’uomo. Diventa, poi, una sorta di guida turistica quando lei decide di visitare i posti che ha frequentato con suo marito. È a questo punto che incominciano ad apparire i primi pallidi indizi di una storia noir. Chi sono, allora, gli scheletri del titolo? Eccoli: Sandrine, Claudie, Josette, Henri e Valentin. Isabel è un’omicida? Una serial killer? Sì! No! Dipende da come si vuole leggere la storia! Gli scheletri non vengono ritrovati! Senza corpi, sono solo persone scomparse! Quindi, a livello legale, non sono morti e indizi per incolpare la donna non ce ne sono. Isabel ne è sicura. Se dovesse giustificarsi, direbbe che ha fatto quello che era necessario per salvaguardare il proprio matrimonio, per difendere chi ama, per proteggersi da un uomo che non è quello che sembra. Ecco, la parola chiave del romanzo: “Non è come sembra!”. Dal ricordo del primo scheletro alla “scomparsa” di Valentin, il romanzo diventa sempre più “noir”. Isabel non è la dolce pensionata che può sembrare. Jérôme non è solo un pittore e un marito innamorato. Gli indizi che depistano la polizia verso le persone scomparse, invece che verso gli omicidi, sono stati costruiti ad arte. La realtà è un’altra! La morte improvvisa di Jérôme? Neanche quella è ciò che sembra! Isabel è un personaggio forte, si riprende dai tradimenti, trova il modo di far funzionare il suo matrimonio, affronta la morte di suo marito con coraggio, non si spaventa quando le sembra di intravedere suo marito tra la gente e, infine, difende chi ama con ogni mezzo. È determinata e decisa anche quando deve affrontare Henri e Valentin. Sa essere una buona amica e una zia amorevole, una discreta casalinga. Insospettabile, poi, è la parola giusta per descriverla. Jérôme è innamorato, Isabel lo sa, è un valente pittore. Gli piace essere al centro dell’attenzione, ama le lusinghe e le belle donne, soprattutto se giovani. Non gli piacciono, invece, le imposizioni e soprattutto non vuole perdere Isabel. In fondo, ha solo un difetto, possiamo condannarlo? Caro lettore, potrai accettare il ritmo triste e lento dell’inizio? Potrai seguire Isabel nel suo viaggio tra i ricordi e le apparizioni? Ti lascerai guidare tra gli indizi e affronterai con coraggio gli scheletri? Sogna, mio caro lettore, immagina e lascia che le rivelazioni sconcertanti ti tolgano il fiato. Avevo bisogno di un bel viaggio, senza mascherine, senza chiusure, senza blocchi. Ho incominciato da lì, il resto è nato da solo. Spero che tu ti diverta a leggere questa storia come io mi sono divertita a scriverla. QUARTA DI COPERTINA/DESCRIZIONE Isabel è una fotografa e Jérôme, suo marito, è stato un valente pittore. Dopo trentotto anni insieme, lei resta sola. La loro villetta è improvvisamente troppo grande, piena di echi e ricordi. Quando non sopporta più quella nuova solitudine, esce. C’è tanta Francia da visitare, ripercorrendo i passi che ha fatto con suo marito. Grazie a te, Maria Caterina, per averci raccontato un po' di te e del tuo libro. E noi, cari lettori, ci diamo appuntamento al prossimo "Presenta libro", prima, però, vi invito a dare un'occhiata ai link che trovate in calce. ACQUISTA SUBITO IL ROMANZO! "Gli scheletri di Isabel" - Pav Edizioni N.B.: Se si usa il codice "Autori2022" si ottiene lo sconto del 10% sull'acquisto. SITO DELL'AUTRICE: Clicca qui!
Maria Caterina Comino presenta il suo romanzo noir 
"Gli scheletri di Isabel" - Pav Edizioni content media
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Elisa Averna
30 ago 2022
In Segnalazioni
Carissimi, sono lieta di presentarvi un romanzo che mi sta molto a cuore: "Come il giorno e la notte" di Francesca Erriu Di Tucci edito per i tipi della Montag Edizioni. Il romanzo tratta temi sociali molto forti, come il senso di inadeguatezza e la malattia mentale. In calce trovate il link per acquistarlo e qui di seguito la descrizione. Sosteniamo la microeditoria seria e affidabile! DESCRIZIONE Anni Ottanta. Vincenzo ha sedici anni e decide di fuggire dalla casa famiglia dove è in cura per disturbi psichici. Una fuga in treno in cerca di una libertà come solo gli adolescenti possono sognare, e col desiderio di ritrovare Tomas, il ragazzo conosciuto mesi prima. L'incontro tra i due - Vin introverso e preciso; Tom ribelle e orgoglioso - sfocerà in un rapporto problematico che li farà avvicinare sempre più, decisi a inseguire i sogni, a loro rischio e pericolo. SITO DELL'EDITORE: EDIZIONI MONTAG ACQUISTA SUBITO! Come il giorno e la notte
Segnalazione del romanzo di Francesca Erriu Di Tucci "Come il giorno e la notte" - Edizioni Montag (No Eap) content media
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Elisa Averna
29 ago 2022
In Presenta Libro
Carissimi lettori, benvenuti in questa nuova rubrica "Presenta libro". Qui potrete conoscere le nuove pubblicazioni della microeditoria non a pagamento dalle stesse parole degli autori. Sarà un po' come partecipare a una presentazione dal vivo, solo che anziché ascoltare, leggerete. E ora vi lascio in compagnia di Cristina Vichi. Ciao a tutti, sono Cristina Vichi, autrice di “Non guardare la strega” e ringrazio Elisa per avermi dato la possibilità di raccontare qualcosa del mio romanzo sul suo Blog. Non guardare la strega è un Dark Fantasy con qualche sfumatura rosa dal ritmo serrato: una lotta contro il tempo dove anche i sentimenti hanno il potere di sconvolgere e riscrivere gli eventi. Il libro è ambientato in due epoche, il 1717 e il 2017; mi sono divertita molto a “spostare” i protagonisti nell’epoca sbagliata mettendoli in difficoltà con culture e tradizioni di cui non sanno quasi nulla. Provate a immaginare una giovane ragazza moderna nel 1717: sola, senza nessun comfort, circondata da persone che la additano solo perché ha i capelli rossi. Viceversa, immaginate una ragazza condannata al rogo nel 1717 che si ritrova nella nostra epoca: cosa potrà mai pensare delle automobili o della lavastoviglie? Come reagirà davanti ai nostri ritmi frenetici? In alcune parti del romanzo le due protagoniste sono l’una nell’epoca dell’altra, in altre, invece, sono entrambe nella stessa. Due coetanee diverse per mentalità, usi e costumi che si affronteranno prima nell’epoca che per Kassy è il passato e poi in quella che per Katherine è il futuro, interagendo con persone e ambienti tanto sconosciuti da diventare insidiosi. Fra astuzie, magie e tranelli solo chi avrà manipolato meglio la partita saprà come ottenere ciò che vuole. Non guardare la strega perché nel libro la magia passa attraverso lo sguardo ma anche perché guardare il proprio lato oscuro obbliga ad affrontarlo, a prendere decisioni, a crescere. Kassy è una giovane liceale di diciassette anni. Vive a Katherine’s City, la cittadina dove trecento anni prima è stata bruciata la strega. Dimostra una particolare sensibilità verso la tragica storia della Regina Rossa; avere alcune caratteristiche in comune con la strega, come i capelli rossi, il mancinismo e la stessa data di nascita, aumenta la sua empatia e curiosità verso di lei. Da ragazzina ingenua e impacciata, quale è all’inizio del romanzo, pagina dopo pagina compie un viaggio non solo nel tempo ma anche dentro se stessa perché la paura di perdere la propria vita e quella delle persone più care costringe a cambiare. Katherine è una ragazza che ha subito torti e ingiustizie fino a essere condannata al rogo, gli eventi hanno cambiato il suo animo e, pagina dopo pagina, si scoprono i motivi del suo particolare temperamento. Chi è veramente? Una sfortunata ragazza vittima delle superstizioni del suo tempo o il suo animo è davvero malvagio? Un terzo protagonista è don Jasper, il bel parroco del paese. Devoto alla sua fede e in apparenza immune al fascino femminile, è invece sobbarcato da un pesante fardello amoroso legato a Katherine. La sua sensibilità moderna è in contrasto con l’epoca a cui appartiene e la sua visione del mondo non ha nulla a che vedere con le superstizioni a cui sono legati i suoi compaesani. Oltre alla trama principale, si snodano molte altre vicende: l’obiettivo è stato quello di tessere una ragnatela sempre più intricata in un crescendo di tensione per poi far combaciare ogni evento, anche magico, con attenta razionalità. Se contiamo i personaggi, escluse le comparse, sono sedici: ognuno è un tassello fondamentale che porta con sé una storia e svela un pezzo di verità. Un altro tema del romanzo è il contrasto fra razionalità e superstizione. L’eccesso stesso di razionalità, infatti, acceca come la superstizione più cupa. La domanda importante è: dove finisce la superstizione e inizia la magia? Vi auguro di essere trascinati e risucchiati dalle pagine di questo romanzo dallo stesso vortice incontrollabile da cui sono stata colpita io. Grazie a te, Cristina, per averci raccontato di te e del tuo bellissimo romanzo! E noi, cari lettori, ci diamo appuntamento al prossimo "Presenta libro", prima, però, vi invito a dare un'occhiata ai link che trovate in calce. CLICCA QUI SOTTO E LEGGI LA RECENSIONE ACQUISTA SUBITO IL ROMANZO! NON GUARDARE LA STREGA
CRISTINA VICHI PRESENTA IL SUO "NON GUARDARE LA STREGA" - DARK ABYSS EDIZIONI content media
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Elisa Averna
17 ago 2022
In Interviste agli Autori
Carissimi, benvenuti nella rubrica dedicata agli autori della microeditoria No Eap. Chi di voi già mi segue sa che nelle interviste tendo a essere irriverente e dissacrante, ma in questa sede cercherò di fare la brava e di limitarmi a domande mirate a conoscere meglio l'ospite della giornata. Dalle risposte certamente avrete agio di conoscere meglio la persona che si nasconde dietro un'opera letteraria o poetica. Molto, infatti, anche di inaspettato può emergere da una semplice chiacchierata. E ora pronti a conoscere un po' meglio Maria Giuseppina Campagna come persona e come autrice di poesie? Sì? E allora vamos! Eh no! Prima vi ricordo di iscrivervi al gruppo Facebook che amministro ("Solo editoria non a pagamento"), sempre che siate curiosi di scoprire nuovi autori della microeditoria No Eap. Grazie! INTERVISTA Chi si nasconde dietro l’autrice di poesie Maria Giuseppina Campagna? Puoi parlarci un po’ di te, delle tue passioni e dei tuoi interessi? Con molto piacere! Innanzitutto grazie per l’intervista, è sempre apprezzabile rispondere a delle domande che fanno parte di me e del mio mondo sia artistico che culturale. Sin da bambina la mia più grande passione è stata la pittura, un’attività che mi affascinava molto. Infatti la mia passione è nata all’età di 3 anni, quando mia madre mi insegnò a disegnare e a farmi amare l’arte. Ricordo che mi teneva la mano e con il suo aiuto cercavo di copiare il disegno che avevo davanti, ripetendomi sempre di non calcare la matita e di tenere la mano morbida. Da sempre la matita è stata la mia vita: le linee del disegno rappresentano la mia anima, il mio estro. Rappresentano tutto ciò che mi circonda, infatti nei miei disegni si mettono in risalto attimi della mia vita quotidiana. La realtà, i miei sentimenti, le mie paure, la mia gioia, il mio essere vengono rappresentati nelle mie opere. E’ tutto ciò che è dentro di me. L’arte è nata dal desiderio di poter esprimere quello che non riuscivo ad esternare con le parole o con i gesti, ed è diventata fonte di dialogo tra me e il mondo. Ha un ruolo quindi fondamentale nella mia vita, perché attraverso l’arte riesco ad esprimere me se stessa e non perdo mai l’ispirazione, tutto quello che mi circonda è arte, basta solo avere l’occhio giusto per guardarla. Un’altra mia grande passione è la scrittura, ho iniziato a scrivere all’età di 8 anni diverse poesie, riuscivo a giocare con le parole per formare dei versi che esprimevano le mie sensazioni. Questo mio modo di giocare ha ispirato diverse poesie e prose. Che bambina era Maria Giuseppina? E che adolescente? Una bambina molto curiosa, e una grande osservatrice. Adoravo le storie e il disegno, ma anche i film e i cartoni animati con un bel finale. Mi emozionavo facilmente, infatti nei racconti con storie in cui si evidenziava la morte, il dolore e la perdita mi hanno sempre fatto piangere immedesimandomi nel personaggio. Sentivo ciò che il personaggio viveva in quel momento. Da adolescente invece ero una ragazza ribelle ed espansiva, questo mi ha permesso di essere ora una donna forte e determinata. Se dovessi raccontarti con un quadro, quale quadro sceglieresti e perché? Sicuramente sceglierei un mio quadro, perché racconta le mie emozioni e i miei vissuti. Nei mei quadri è racchiuso il mio universo interiore. Ci vuoi parlare della raccolta poetica “Luci Sparse”? Certo! Il libro è ricco di luci sparse, suggestioni, pensieri, offre soluzioni a patemi e infelicità. Aleggia la voglia di rinascita. Il lettore sensibile tra questi versi potrà scoprire quello affine a se stesso. Il libro è una silloge poetica e dà voce a sedici autori, con una bella e ispirata prefazione del poeta Plinio Perilli, il quale trascrive un suo ossimoro di oltre vent’anni fa: "L’ombra del poeta assola il cuore..." Il libro è ricco di luci sparse, suggestioni, pensieri, offre soluzioni a patemi e infelicità. Aleggia la voglia di rinascita. Il lettore sensibile tra questi versi potrà scoprire quello affine a se stesso. Se una tua poesia potesse diventare una ricetta, che ricetta diventerebbe? Una torta di panna e fragole, ispirandomi a uno dei più grandi poeti al mondo, l'inglese William Shakespeare, che descrisse con questi versi la bontà dei piccoli frutti rossi a forma di cuori. “La fragola, che cresce sotto l'ortica, rappresenta l'eccezione più bella alla regola, poiché innocenza e fragranza sono i suoi nomi. Essa è cibo da fate”. La fragola infatti è legata, secondo la tradizione, all'amore e all'eros, le forze del rinnovamento. La sua forma ricorda quella del cuore. La tua citazione preferita? Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conoscerà mai (Pascal) La tua location ideale per scrivere? La mia cameretta, lì sono rinchiusi tutti i miei pensieri e i miei sogni. È il mio luogo preferito. Che cosa significa per te oggi scrivere poesia? Scrivere significa entrare in contatto con i miei sentimenti, le mie paure, i miei dolori e soprattutto i miei vissuti. La poesia, infatti, è poesia perché suscita diverse emozioni che variano da persona a persona. L’uomo non ha mai cercato di “inventare” una poesia, poiché essa nasce dal proprio animo. Tutti noi avvertiamo la necessità di esprimere i nostri sentimenti e alcuni per farlo decidono di prendere un foglio e una penna in mano e di cominciare a scrivere parole che a primo impatto sembrano non aver senso. Queste parole in realtà servono a far riflettere, a far pensare e immaginare. Possono essere tante o poche ma tutte hanno lo stresso obiettivo, ovvero quello di “colpire” il lettore. Questa forma d’arte può permetterci di andare oltre la realtà, di osservare cose che comunemente non vengono considerate. Ci aiuta a scavare a fondo nel nostro cuore e prova a lasciare un segno, un segno che servirà per il resto della nostra vita. Quali sono gli autori contemporanei che preferisci? Pier Paolo Pasolini, Alda Merini, Laura Accerboni, Fernando Acitelli, Silvano Agosti, Alessandro Agostinelli, Basir Ahang, Alida Airaghi, Riccardo Alderuccio, Cristina Ali Farah. Hai 1000 caratteri per sfogarti su ciò che non ti piace o non sopporti. Faccene sentire quattro! Non sopporto le bugie, amo la verità anche se può far male. Odio qualsiasi forma di discriminazione e violenza, il non rispetto della persona e dei suoi sentimenti e non sopporto la maleducazione. Credo che la gentilezza e l’umiltà siano ancora dei grandi valori. Quali generi letterari ti appassionano di più? Sicuramente il fantasy, ma non un fantasy da Signore degli Anelli, quanto un mondo più vicino al nostro, meno elfi, nani e draghi e più uomini, magari con poteri sovrannaturali, ma più simili alle persone normali. Un urban fantasy, insomma, con un tocco di distopico che non guasta mai. Letteratura inglese, storia della musica e antropologia culturale. Se fossi costretto a studiare approfonditamente una di queste tre materie, quale sceglieresti e perché? Sicuramente antropologia culturale, adoro lo studio olistico dell'umanità. In particolare perché essa è la disciplina che ha promosso e sviluppato la cultura come oggetto di studio scientifico; ed è anche il ramo dell'antropologia che studia le differenze e le somiglianze culturali tra gruppi di umani. Un caso di abdaction. Purtroppo gli alieni ti hanno rapito. Hai tre minuti per parlare loro della nostra civiltà (o inciviltà .... come preferisci). La prima cosa che direi loro è quella di far parte della nostra civiltà e di migliorarla. Magari dal punto di vista culturale e tecnologico. Se avessi l'opportunità di viaggiare nel tempo, dove andresti e perché? Curiosa come sono sicuramente nel futuro. Il passato lo conosco già. Hai la possibilità di comunicare per via onirica con un personaggio del passato. Chi sceglieresti e di che cosa vorresti parlare con lui/lei? Veramente con tanti personaggi del passato, ma solo per capire alcuni miei perché. La mia curiosità a volte mi trascina in una valanga di domande e vorrei conoscere delle risposte concrete. Che cos’è per te l’amicizia? L'amicizia è l'affetto condiviso con un'altra persona, è un mezzo per confrontarsi e ricevere aiuto, è la gioia di sapere che c'è qualcuno con cui confidarti e condividere belle e brutte avventure, ma soprattutto l'amicizia è sinonimo di onestà. È un legame forte che creiamo con un’altra persona e quando ciò accade ci rendiamo conto di aver voglia di dividere con lei tutti i nostri momenti, l’amica è infatti colei che non ti invidia, non ti giudica, ti accetta per quello che sei e ti è vicino quando hai più bisogno e meno da offrirgli. È colei che ti conforta, ti consiglia, ti aiuta senza chiedere nulla in cambio. Che cosa vorresti far sapere ai tuoi lettori? Voglio semplicemente dire loro “Grazie”. Hai un episodio della tua vita o legato alla scrittura che ti piacerebbe condividere con noi? Un episodio che ricordo con tanta commozione è quando scrivevo con mia madre, lei mi regalò un piccolo quaderno in cui potevo giocare con le parole e mi divertivo a formare dei versi che racchiudevano le mie emozioni. Questo è il ricordo più bello che ho legato alla scrittura. Grazie Maria Giuseppina! Ti auguro di realizzare ogni tuo sogno... letterario e non! Noi, carissimi lettori, ci diamo appuntamento alla prossima intervista! LINK PER L'ACQUISTO: Luci sparse 13
Intervista a Maria Giuseppina Campagna autrice di poesie per Pagine Editore  content media
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Elisa Averna
14 ago 2022
In Altro
Carissimi, sulla scia del post Facebook dell’autrice Laura Costantini, che ho condiviso sul gruppo Solo Editoria No Eap e che ho piacere di riportare anche qui per inquadrare meglio il discorso, vorrei brevemente trattare il tema spinoso delle recensioni a una stella. “Vi racconto una cosa che non mi riguarda direttamente, ma che mi fa molto riflettere. Seguo un* autor*, ci siamo scambiat* i contatti qui su FB. So che scrive da molto tempo e sono incuriosita. Leggo che ha messo su Amazon un nuovo titolo e, visto che ho solo settordicimila libri in lista di lettura (cartacei e e-book), perché non aggiungere il settordicimilaunesimo? Vado su Amazon, apro il link al titolo, guardo le recensioni e ne trovo una monostella, ma (caso raro) accompagnata da un commento che, sostanzialmente, taccia quest* autor* di essere totalmente analfabeta, al punto da aver prodotto un testo pieno di refusi e con una punteggiatura del tutto sballata. Mi pare strano. Da quel che leggo sui post di questa persona, dall'amore che professa per i testi ben fatti, mi pare impossibile. Controllo se il titolo in esame permette la lettura dell'estratto. Sì, lo consente. E quindi lo leggo. E trovo una scrittura pulita, efficace, anche colta. Punteggiatura perfetta. Acquisto l'e-book. E vorrei commentare la recensione monostella con una serie di insulti sanguinosi. Non lo faccio, ma rifletto. Quanti possibili lettori si sarebbero presi la briga di controllare? E quanti, invece, avrebbero preferito passare oltre sulla base delle mendaci affermazioni di quell'utente incarognito? Sì, incarognito. Perché puoi scrivere che la storia non ti piace, che i personaggi sono sciocchi, che ti sei annoiato, che volevi un poliziesco e quello non lo era e tu non l'hai capito. Sarebbe una questione di gusto e sui gusti, si sa, non si discute. Ma affermare che l* autor* non sa scrivere né usare la punteggiatura è una bugia bella e buona. E andrebbe segnalata.” Laura Costantini *** Quanti di noi, giovani o meno giovani autori, hanno avuto un’esperienza diretta o indiretta in questo senso? Quasi certamente molti. Nell’epoca social, dove è possibile denigrare chiunque coperti dall’anonimato, è difficile rimanere immuni da un commento negativo, tanto più se la scrittura è corretta, il racconto interessante e i personaggi ben delineati. Ma chi sono questi detrattori seriali? Spesso e volentieri, oltre ai comuni haters, sono colleghi autori, frustrati, fragili, velleitari, egoriferiti, indotti dalla loro pochezza a imporre il prorio nome, denigrando altri autori, magari non ancora noti ma validi. Spesso costoro sono spinti da sentimenti, non esattamente elevati, di vendetta, o peggio, di invidia, ma non di invidia “sana” (quella che riconosce la bravura dell’altro che è di stimolo a migliorare), ma quella patologica, “cattiva”, che porta ad affossare l’altro e a volerne la morte editoriale. Io stessa, per esempio, oltre ad aver avuto esperienze del tutto analoghe a quella avuta da Laura, sono stata con “L’Aquila d’Oro – Sulle tracce del Quarto Raich” ridicolmente accusata da una persona priva di discernimento di essere filonazista (mi sono fatta una risata ovviamente). Con “Chiamata dall’Inferno” ho fatto una seconda esperienza: un autore (peraltro da me individuato) non si è fatto una ragione della buona accoglienza avuta dal mio romanzo e quindi si è scatenato su di me. 1) I lettori come possono non farsi condizionare dalle recensioni monostellate? Leggendo sempre, se disponibili, le anteprime dei libri, quindi fidarsi della propria capacità di giudizio; se non disponibili, leggendo le anteprime di altri romanzi dell’autore. Inoltre possono, se l’autore ha un blog, leggere magari le sue recensioni e valutare quanto sia alfabetizzato. 2) Gli autori colpiti come possono difendersi da questi pseudo-recensori? Ovvio: “Non ti curar di lor, ma guarda e passa”. N.B. L'articolo fa riferimento alle recensioni visibilmente fake e non alle recensioni ben argomentate. Chiunque deve essere libero di esprimere il proprio giudizio, sia in positivo sia in negativo. COMMENTI AL POST SULLE RECENSIONI A UNA STELLA (Dal FB gruppo "Solo Editoria No Eap") Greta Colonna Scandaloso! A volte mi chiedo il perché di tanta cattiveria che gira. Invidia? Eleonora Scali A parte le recensioni, io leggo sempre l'estratto. La qualità di scrittura, da quello, si capisce al volo. Le recensioni da una stella provengono spesso (per non dire sempre) da altri autori frustrati. È un atteggiamento meschino... molto meschino. Io stessa non ne sono stata immune. "Fa parte del gioco" di esporsi. Grave è invece dare credito a queste recensioni fatte solo per affossare un autore. Selene Luise Io personalmente non leggo mai le recensioni dei libri che non conosco. Preferisco approcciarmi a un nuovo titolo con la mente sgombra, totalmente scevra da pregiudizi in modo tale da potermi fare un giudizio autonomo sul libro, una volta letto. Quanto a recensioni non lusinghiere, spesso è lapalissiano che gli scriventi stessi hanno capito ben poco del testo che commentano oppure l'invidia, qualora ci sia, li accechi a tal punto da indurli a scrivere dei commenti, nella migliore delle ipotesi, contraddittori, come ho potuto constare io stessa. ATTENDO ALTRI VOSTRI COMMENTI E ANEDDOTI!
RECENSIONI DA 1 STELLA: CHI LE SCRIVE E PERCHÉ? content media
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Elisa Averna
11 ago 2022
In Recensioni Autori Emergenti
Autrice: Cristina Vichi Editore: Dark Abyss Edizioni Genere: Dark Fantasy Ambientazione: Settecento ed epoca contemporanea Lunghezza pagine: 296 pagine Formato: disponibile in entrambi i formati, cartaceo e digitale DESCRIZIONE/QUARTA DI COPERTINA Nonostante i problemi di famiglia, la diciassettenne Kassy Wilson si ritiene fortunata a vivere nel 2017: vige la parità tra i sessi e nessuna superstizione può portare una ragazza sul rogo, come invece accadde nel 1717 alla sua concittadina Katherine Wilkinson, detta la "Regina Rossa". Quella fanciulla, con cui ha in comune anche l'aspetto fisico e il giorno di nascita, venne infatti arsa viva come strega. Durante una visita guidata nel castello che ospitava Katherine, attrazione turistica del posto, Kassy vedrà la sua intera esistenza ribaltarsi in un battito di ciglia. La Regina Rossa era davvero una vittima innocente? Acceca di più lasciarsi trasportare dall'irrazionalità o rifiutarla a prescindere? Quando passato e presente si uniranno in un binomio inscindibile, Kassy dovrà trovare il coraggio di scegliere quale futuro desidera e quale rinuncia accettare in suo nome. Link d'acquisto: Non guardare la strega Recensione di “Non guardare la strega” di Cristina Vichi, edito da Dark Abyss edizioni. *** RECENSIONE PREMESSA Il genere Fantasy, subito dopo il romance, è quanto di più lontanto da me, eppure sono sempre pronta a farmi stupire perché, nel gioco delle probabilità, c’è sempre un romanzo che può fare la differenza, che mi risucchia nella trama, fino a desiderare che essa non finisca mai. Ebbene, “Non guardare la strega” è uno di questi romanzi. Mi sono così piacevolmente intrattenuta tra le sue pagine, che ora mi trovo a dover elaborare il lutto “di fine libro” . Dare l’addio a personaggi cha abbiamo amato è sempre difficile. In fondo, però, non è mai un vero addio quello tra lettore e personaggi. Come accade con le persone reali di passaggio che sanno lasciarci il segno, così i personaggi con cui abbiamo creato empatia continuano a vivere dentro di noi. Non dimenticherò mai la perfida Regina Rossa, la dolce Kassy e il bel Don Jasper. ORE 21:00 DI UNA SERA D’AGOSTO: IN COMAPAGNIA DELLA REGINA ROSSA E KASSY Dopo una giornata torrida, mi metto sulla sdraio in balcone. Che bello godere finalmente di un po’ di fresco in compagnia di un buon libro! Potevo mai farmi sfuggire una storia che si sviluppa su due piani temporali differenti? Assolutamente no! Chi mi conosce sa che sono maniacalmente attratta dal tema “viaggi nel tempo”, sia come book blogger (non manco mai nelle mie interviste di catapultare gli autori in situazione surreali del passato) sia come autrice (v. Pizzi neri e merletti grigi). E quindi “Non guardare la strega” non poteva mancare nelle mie letture. Posso affermare che la lettura mi è risultata più che gradita. La compagnia di Katherine e di Khassy, le due adolescenti protagoniste appartenenti a due epoche diverse, è stata trascinante dalla prima all’ultima pagina. Grazie a loro, ho potuto immergermi in un mondo nuovo, tutto da scoprire. Il viaggio che l’autrice Cristina Vichi fa fare ai lettori con questo suo romanzo a sfondo storico ed esotrico è un viaggio affascinante e di forte impatto emotivo. La storia, difatti, è intensa e appassionata e, sebbene in un contesto drammatico di sofferenze e persecuzioni, offre spazio alla tenerezza dei sentimenti più puri. TITOLO Ho amato questo romanzo fin dal titolo, che si pone come un chiaro monito, il monito è di non guardare la strega in qualunque forma essa si presenti per non cadere vittima dei suoi sortilegi. TEMI Nulla è come sembra Tutto può accadere, ma attenzione: tutto può essere il contrario di ciò che sembra (altro tema che mi è follemente caro!). Incantesimi, spettri che parlano, gatti neri, scambi di persona, sono elementi di questo fantasy, dove nulla è scontato. Stregoneria e superstizione E se le streghe, dipinte in epoca odierna come povere donne perseguitate a causa dell'ignoranza e della superstizione, esistessero davvero e ce ne fossero di veramente malvagie? Da una parte, il romanzo rovescia lo stereotipo letterario moderno della fanciulla innocente accusata di stregoneria solo perché “diversa”, bella e istruita; dall’altra parte, però, offre un’interpretazione della stregoneria come potere applicato al bene. Bene e male La storia offre più in generale spunti di riflessioni sulla natura umana, sul suo fondamento ontologico o morale: le persone nascono crudeli o diventano tali a causa dei trattamenti subiti? "Rendere felici le persone dona grande pace al proprio animo. Anche se a volte l'impotenza davanti ai drammi fa soffrire." *** "Io credo che Dio abbia messo del bene in ognuno di noi. Alle volte, però, questo bene viene oberato dalla cattiveria e smette di respirare" Amore e sacrificio L’amore in questo romanzo vede una coppia atipica: un prete del Settecento e una giovane donna dell’epoca contemporanea. Il loro amore cresce in modo delicato e può tutto, finanche spezzare le barriere temporali e infrangere i voti di chi si è consacrato a Dio. L'amore come estremo sacrificio di sè è un aspetto del romanzo molto toccante. L’amore di cui parla il romanzo è anche quello tra madre e figlia. Fino a dove può arrivare una madre per amore della propria figlia? AMBIENTAZIONE L'atmosfera che si respira è cupa ma affascinante. Ci troviamo a Katherine’s City, villaggio che prende il nome da Katherine Wilkinson, detta la Regina Rossa, morta sul rogo nel 1717 perché accusata di stregoneria. Il castello, un tempo residenza dei Wilkinson, nel 2017 è un’ambita meta turistica. Come detto, il romanzo si sviluppa su due piani temporali diversi: Il Settecento e l’epoca contemporanea. Nonostante alcune inesattezze sul contesto storico settecentesco e l’uso nei dialoghi di un linguaggio non troppo conforme all’epoca, il lettore è portato a immergersi con naturalezza nell’atmosfera passata, respirandone vizi e virtù. Con la stessa agilità il lettore è portato a tuffarsi nell’epoca contemporanea. I salti temporali che seguono le vicende delle protagoniste sono ben amalgamati tra loro e rendono il racconto dinamico e divertente. Efficace e ben reso il punto di vista del personaggio che non si trova più nella sua epoca, ma in un’altra e guarda con occhi sorpresi e incuriositi tutto ciò che lo circonda. Ma il punto di forza del romanzo più che nell’ambientazione, suggestiva sebbene a tratti scricchiolante, sta nella trama in sé, nell’originalità con la quale essa si snoda, nella caratterizzazione dei personaggi e soprattutto nella fervida fantasia dell’autrice. TRAMA Il romanzo è la storia di due ragazze i cui destini s’incrociano: Katherine Wilkinson (detta la “Regina Rossa”), strega vissuta nel 1717, e Kassy Wilson, giovane studentessa del 2017. È il 17 ottobre del 1717, giorno del rogo della strega Katherine Wilkinson. La folla non vede l’ora che la ragazza bruci, perché solo così la sua anima nera non ritornerà. Un gatto nero cerca di attirare l'attenzione. Qualcosa di strano sta accadendo, ma cosa? Chi sta bruciando nel rogo? Katherine chi è veramente? In epoca contemporanea “Tutti pensano a lei come una ragazza innocente, accusata di stregoneria dall’ignoranza e dalla superstizione di un popolo antiquato.” Il 17/10/2017, anniversario della morte della Regina Rossa, il castello è aperto al pubblico. Kassy Wilson non vede l'ora di visitarlo e finalmente ha l’opportunità di farlo in occasione di una gita scolastica. Il luogo procura a Kassy strane sensazioni, tando da svenire. Al risveglio, la ragazza si trova nel 1717, letteralmente nei panni della Regina Rossa e con il rischio di bruciare sul rogo al posto di Katherine. Don Jasper, il parroco del paese, capisce subito che lei non è la vera Katherine. Il suo modo di porsi è diverso. L’uomo cercherà dunque di fare il possibile per aiutare la ragazza a tornare nel suo tempo e nel suo corpo reale. La storia prenderà vie impreviste, introducendo il lettore in un mondo di magia, dove non ci sarà mai nulla di certo, dove vedrà i personaggi compiere scelte dolorose ma necessarie. Ho tovato la trama avvincente e l’intreccio originale. È una storia che mescola personaggi ed epoche in modo armonioso e ha un finale emozionanante e sorprendente. PERSONAGGI I personaggi sono tutti molto ben caratterizzati e si evolvono come in un romanzo di formazione. Kassy e Katherine (la Regina Rossa) sono le belle protagoniste dai capelli rossi e gli occhi azzurri. Nate nello stesso giorno, sono legate da una comune natura e da una fisicità simile, ma divise da obiettivi diversi e da caratteri inconciliabili, essendo una applicata al bene e l’altra al male. Kassy. La conosciamo come una semplice adolescente, timida e dolce. Vive con la sorella, Ros, che con sacrificio la manitiene agli studi. Strada facendo, la vedremo trasformarsi in una donna consapevole di sé e dei suoi poteri, una donna dallo spirito combattivo, pronta a fare affidamento sulla sua forza per risolvere i problemi, pronta a reagire con le unghie e con i denti di fronte alle vicissitudini e a spendere tutta se stessa per chi ama. Katherine. È spavalda e orgogliosa, spesso sprezzante. Le due ragazze, “streghe gemelle” ma opposte, vivranno come antagoniste avventure che non faranno sconti a nessuna di loro. Don Jasper: è un prete del Settecento, bello e dall’anima pura e incorrotta. Per motivi diversi ha un legame con entrambe le ragazze. L’uomo metterà in discussione se stesso. Le sue scelte avranno ripercussioni anche nella vita delle due giovani, in particolare di Kassy. STILE NARRATIVO “Non guardare la strega” è un fantasy drammatico e dolce a un tempo, ben strutturato, grazie un intreccio originale, non viziato dal “già visto e già sentito”. Via via che leggevo la storia, ho imparato, dopo una mia iniziale difficoltà, ad accettare anche l’utilizzo di un linguggio contemporaneo nei dialoghi ambientati nel Settecento. Ho voluto interpretare questo aspetto come una scelta stilistica a beneficio, probabilmente, di una lettura più alla portata di tutti. La penna di Cristina Vichi è limpida, fresca e immediata. L’autrice è capace di catturare il lettore, tra spasmi d’angoscia e respiri di sollievo, grazie ai continui colpi di scena ritmati con arte. Il lettore è trasportato senza sconti nell’incubo che Kassy vive. La scena del rogo, in tutta la sua crudezza, è di grande potenza descrittiva.
Recensione di "Non guardare la strega" di Cristina Vichi - Dark Abyss Edizioni content media
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Elisa Averna
03 ago 2022
In Segnalazioni
Carissimi, oggi vi segnalo con piacere un thriller psicologico edito Bertoni Editore. L'autrice, Selene Luise, ha scritto di questo romanzo anche il sequel intitolato "La voce del silenzio". DESCRIZIONE Il romanzo è un thriller psicologico, ambientato in una città immaginaria, Terrapira. La trama si articola in due storie che si svolgono a distanza di vent’anni l’una dall’altra. La prima, ambientata ai giorni nostri, ha per protagonista Clara Gladio, un magistrato integerrimo. La sua vita scorre tra un caso e l’altro, finché il Procuratore Capo non le affida un caso irrisolto di scomparsa. La seconda storia è ambientata negli anni 90 e ha per protagonisti due fratelli che hanno perso entrambi i genitori. Le due storie non potrebbero essere più diverse , ma hanno qualcosa in comune. Tra i temi trattati: identità, malavita e malattia mentale. Acquista subito (link Amazon): La terza identità
Segnalazione - "La terza identità di Selene Luise - Bertoni Editore content media
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Elisa Averna
03 ago 2022
In Segnalazioni
Carissimi, oggi per la felicità degli amanti del genere giallo vi segnalo "Delitto in castello" della prolifica autrice Patrizia Benetti ed edito PAV EDIZIONI. Vi ricordo che su Amazon è disponibile l'anteprima. Buona lettura! DESCRIZIONE Lolita Missiroli, ventidue anni, cameriera e aspirante attrice ha avuto una piccola parte in uno sceneggiato. La madre è una donna instabile, frustrata che indirizza entrambe le figlie, Lolita e Marina, quindici anni, verso la strada della recitazione. Vuole a tutti i costi realizzare il suo sogno. Lolita però viene uccisa sul set. Mentre la polizia indaga, Marina viene rapita. Riusciranno il commissario Serafini e i suoi collaboratori a risolvere questo intricato caso? Tra i temi trattati: bullismo, problematiche a livello psicologico, disturbi alimentari. ACQUISTA SUBITO link Amazon: "Delitto in castello"
Segnalazione - "Delitto in castello" di Patrizia Benetti content media
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Elisa Averna
02 ago 2022
In Altro
Carissimi ho selezionato per voi cinque romanzi (da quattro stelle in su su Amazon) d'ambientazione contemporanea (narrativa non di genere) che trattano temi sociali: 1) H. H. Figlia della strada, di Elisa Averna, Il Ciliegio Edizioni Temi trattati: vita di strada con tutto ciò che comprende (violenza, dipendenze da sostanze, bullismo ecc.) Descrizione: Helene, detta la Rafia, il giorno del suo diciottesimo compleanno scappa dalla sua casa a Torino per sottrarsi agli abusi del patrigno e all'indifferenza della madre tossicodipendente. La giovane, che con la rafia crea articoli di bigiotteria ed è una promettente rapper, dovrà cavarsela da sola. E viene adottata dalla strada, con le sue leggi, la sua violenza e le sue gang. Inizia così una nuova vita che le riserverà tante sorprese, incontri e avventure in una continua scoperta del mondo e delle proprie potenzialità. LINK PER L'ACQUISTO: H.H. Figlia della strada 2) "Rivoglio i Matia , con Antonella Ruggero" di Dario Zizzo - Montag Editore Temi trattati: incomunicabilità tra gli uomini e crisi economica Descrizione: Sicilia 2019: Agilulfo scrive all'ex Arianna, mai dimenticata, e la lettera diventa l'occasione per un bilancio della sua esistenza: la gioventù negli '80, nei quali una febbre simulata al liceo lo tiene a casa per un mese, spia della natura inconcludente e dello stesso destino. Ormai quarantenne, l'incontro con una compagna di classe che lo respinge di nuovo frustra la sua velleitaria speranza di poter recuperare il passato, cambiando il corso degli eventi. C'è la permanente crisi economica, un vecchio amico che si presenta di notte a casa sua e Agilulfo che dice ad Arianna di aver finito il romanzo della vita. Ma incontri che sembrano impossibili con Craxi, Pannella, Freak Antoni e Lilli Carati, mentre si beve piña colada venduta al mercato nero in spiaggia, proietteranno Agilulfo in un futuro che mai avrebbe immaginato e col quale dovrà fare i conti. LINK PER L'ACQUISTO: "Rivoglio i Matia , con Antonella Ruggero" 3) L'eco delle voci perdute" di Amalia Oleastro - Edizioni Amarganta ‎ Temi trattati: immigrazione e traffico di uomini Descrizione: Una città immersa nel silenzio, una famiglia in fuga, una bambina insonnolita che si aggrappa al collo della madre. Inizia così la storia di Semira, il viaggio avventuroso che dall'Eritrea la porterà fino in Italia. Una storia di sofferenza e di riscatto, di violenza e umanità, il cui filo conduttore è l'amore, quello disperato di Bashir, quello violato di Yasmin, quello universale di Saro e infine quello tenero e caparbio di Semira capace di sfidare pregiudizi e avversità. Ma sull'isola sferzata dal vento, che è diventata la sua casa, Semira non può ignorare l'eco delle voci perdute. Sono le voci di coloro che sono stati inghiottiti dalle sabbie del deserto o dalle onde del mare e non sono riusciti a raggiungere il sospirato approdo. Far sì che non rimangano inascoltate è l’ennesima ma più importante scommessa col destino che Semira decide di accettare. LINK PER L'ACQUISTO: "L'eco delle voci perdute" 4) "La vita che mi ha scelto" di Alessandra D'Egidio - Bertoni Editore Temi trattati: identità come fattore di relazione e transizione di genere Descrizione: Mei, una piccola grande donna al centro di un viaggio tra Cina e Italia. Di fronte a lei, a soli 13 anni, un mondo nuovo con cui rapportarsi. Combattere il razzismo, sentirsi parte di una comunità, accettare sé stessa. La diversità rivestirà un ruolo di primaria importanza anche nella sua vita adulta, quando sarà messa di fronte alla scelta più difficile da affrontare. LINK PER L'ACQUISTO: "La vita che mi ha scelto" 5) "La ricompensa" di Eleonora Scali- EEE - Edizioni Tripla E Temi trattati: dipendenza dai social fino ad arrivare a scambiarli per la vita reale Descrizione: Il più grande desiderio di Fiordaliso, detenuta nel carcere di San Vittore, è tornare in libertà; Guido, vittima collaterale del suo crimine, vorrebbe invece liberarsi da rabbia e risentimento; Sonia, la terapeuta che lo ha in cura, ambisce a conquistare il suo cuore. Perfect Life, un'insolita e innovativa community social, piomba nelle loro esistenze promettendo ricompense in grado di soddisfare qualsiasi aspettativa. Ma confondere virtuale con reale può avere risvolti inaspettati. LINK PER L'ACQUISTO: "La ricompensa"
Romanzi a tema sociale (autori emergenti - Editoria No Eap) - Narrativa non di genere  content media
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Elisa Averna
30 lug 2022
In Altro
Carissimi, ecco la trascrizione completa della prima INTERVISTA CONCATENATA dal gruppo FB “Solo Editoria No Eap: lettori e autori”. Ringrazio tutti i partecipanti Buona lettura! ISTRUZIONI: Come funziona? Tagga un autore e ponigli una domanda. L'autore taggato deve presentarsi brevemente (due righe su se stesso, titolo della sua opera ed editore), rispondere alla domanda che gli è stata posta e taggare a sua volta un altro autore che farà altrettanto e così via. Tutto avverrà nei commenti di questo post. TRASCRIVERÒ l'intervista CONCATENATA nel mio blog sabato. Esempio: -Marco Rossi tagga Maria Bianchi "Ciao Maria, come mai hai ambientato il tuo ultimo romanzo "Vite sospese" nella Russa di Stalin? -Maria Bianchi: (giornalista per il "Corriere del Levante" e autrice di romanzi storici e ucronie). Il mio ultimo romanzo si intitola "Vite sospese" ed è edito Bindo Bando Editore. Grazie, Marco, per la tua domanda. Ho studiato a lungo il periodo della dittatura comunista sotto Stalin, infatti... Taggo Angelo Neri. Ciao Angelo, mi puoi parlare del personaggio di Tito? Spero che sia chiaro! Buon divertimento! Concatenata 1 ELISA AVERNA Taggo Sonia Morganti. Ciao Sonia, ho letto il tuo "Kintsugi - L'oro è negli occhi di chi guarda" (Delos Edizioni) e, come sai, l'ho apprezzato tantissimo. Che cosa vorresti che al lettore rimanesse della tua storia? Non vedo l'ora di leggere altri tuoi racconti e romanzi. SONIA MORGANTI (Autrice ed editor, appassionata di storia e cultura classica) Elisa Averna grazie del tag. In questo caso, parliamo di "Kintsugi - L'oro è negli occhi di chi guarda": un racconto di una cinquantina di pagina pubblicato da Delos Digital, perché a me piace sperimentare generi, tagli e stili diversi. Cosa che non farà di me la più amata dagli editori, ma almeno mi diverto! Cosa vorrei che la storia lasciasse al lettore... mmmh... ci ho pensato su e mi tocca espormi un po' più del mio solito per dirlo. Siamo sempre i peggiori giudici di noi stessi. Dobbiamo imparare il giusto equilibrio tra accondiscendenza e severità. Se è giusto volersi migliorare e porsi degli obiettivi, bisogna avere la saggezza di rispettarci e capire la differenza tra disciplina e accanimento. Insomma, diventare giudici saggi. Kintsugi è anche un invito a non temere le nostre crepe. È giusto ripararle, se il lavoro richiesto non genera altro danno. Altrimenti, meglio riempirle d'oro accettando gli abbracci che ci arrivano, senza sentirsi indegni. Detto da una che ha mutuato il suo metro di autovalutazione da Leonida di Sparta e dal generale Jarjayes. Fidatevi, mi è costato! Io vorrei chiedere ad Albe Sim se c'è un "incubo" o un "mostro" del quale vorrebbe scrivere e, allo stesso modo, se c'è un "incubo" o un "mostro" di cui non scriverebbe mai. ALBE SIM (Alberica Sveva Simeone) Autrice esordiente con "La donna con l'abito nero" edito dark Abyss Edizioni Grazie per questa domanda, vediamo... mi piacerebbe scrivere di Jack lo Squartatore. Da sempre un personaggio che mi affascina e terrorizza in egual misura. Non escludo di farlo, in futuro. Non scriverei mai nulla sulle possessioni demoniache. Certi argomenti, meglio non "disturbarli". Vorrei chiedere una cosa a Marco Ghergo: hai mai pensato di scrivere una storia dark per ragazzi, magari anche illustrata? Una sorta di horror che possa piacere anche ai più piccoli. MARCO GHERGO (Autore di romanzi horror e di libri illustrati per ragazzi) Grazie per avermi taggato! Sì, ci ho pensato e mi piacerebbe molto, tra l'altro. Mi piacerebbe trattare le paure tipo gli spauracchi nascosti al buio o negli armadi. Quelle cose che assumono la forma delle nostre paure in stile IT. Io domando a Patrizia Benetti (della quale sto terminando il suo bellissimo '"Incubi" per Ali Ribelli Edizioni) se apprezza di più il film di Psycho o la saga di Halloween di Carpenter PATRIZIA BENETTI (Autrice di horror e gialli e appassionata lettrice) Buondì. Psycho naturalmente. Grazie Marco. Io vorrei chiedere a Laura ZG Costantini, autrice del romanzo Il Varcaporta, quali sono gli scrittori pilastro di questo genere: lo steampunk, di cui so poco. Concatenata 2 ELEONORA SCALI Taggo Alessandro Gnani ho apprezzato molto il tuo "il mare di Whu". Come è nata l'idea di questo particolarissimo distopico? Genere che io prediligo, sottolineo. ALESSANDRO GNANI Ciao, grazie mille, anni fa ho visitato le Cotswolds; di fronte a quella compagna da cartolina mi sono chiesto cosa sarebe successo agli abitanti se quel paradiso (almeno all'occhio di me turista) fosse sconvolto da un reato immondo? Non so se posso chiedere a Eleonora Scali, ma la domanda sarebbe: nel tuo nuovo romanzo - La ricompensa - continua la vena dissacrante che ho trovato nel primo o fanno capolino tinte più cupe. se devo chiedere ad altri Dario Zizzo mi piacerebbe sapere (se può essere svelato) in “Rivoglio i Matia Bazar con Antonella Ruggiero” quanto tempo hai impiegato dagli albori al "prodotto finale", perchè mi è sembrata una scrittura molto molto meditata ELEONORA SCALI Dissacrante come sempre (è il mio stile) ma scivola nel thriller psicologico. "La ricompensa" è un romanzo sulla vendetta che tutti i protagonisti anelano e sul perdono che nessuno è disposto a concedere. Ti lascio immaginare le conseguenze... DARIO ZIZZO Ti ringrazio per il complimento; in realtà fai bene a parlare di "albori" riguardo a "Rivoglio i Matia, con Antonella Ruggiero" perché dall'inizio della stesura al prodotto finale sono passati dodici anni. Franco Macini, il tuo romanzo "IF BAR" è un atto di amore verso la vita: nonostante le traversie di questa che i personaggi sono costretti ad affrontare, non perdono la speranza, la voglia di assaporarne i piaceri; quanto ti ha influenzato quella gioia di vivere che è un po' la caratteristica della tua regione? l'Emilia Romagna. FRANCO MANCINI Si Dario ,un po' è stato ispirato da dove sono nato e dove vivo, Parma ,ma anche dal fatto che anche qui sta crescendo la tendenza a lamentarsi ,criticare tutto e tutti, piangersi addosso, invece di cercare di vivere la vita apprezzando quello che offre e affrontando le sfide che via via ci propone. Come sai ,in IF BAR ,il mio romanzo edito da Amarganta, associazione culturale e casa editrice non a pagamento di Rieti, diventa di moda e viene fatto spesso un brindisi AGLI IMPAVIDI che è un po' la sintesi e il filo conduttore del mio romanzo IF BAR. Vuole essere un invito a vivere la vita con coraggio!!! DARIO ZIZZO Franco Macini, perfetto, grazie, e allora "Agli impavidi!" FRANCO MANCINI Ciao Dario salutami sempre l' Intellettualino e Pasquale Iannarino , i due personaggi che mi sono stati più simpatici del tuo bel " Rivoglio i Matia con Antonella Ruggero" DARIO ZIZZO Grazie, te li saluto e te li raccomando, questi bravi ragazzi. FRANCO MANCINI Voglio chiedere ad Amalia Oleastro che anche lei è stata pubblicata da Amarganta ,quale è stata la scintilla che le ha fatto scrivere il suo " L'eco delle voci perdute", libro che mi è piaciuto molto. P.S. Non sono sicuro che Amalia Oleastro sia qui nel gruppo ... comunque ora verifico e le chiedo di iscriversi se non c'è! LIA OLEASTRO Ringrazio gli amministratori per avermi accolta nel gruppo e Franco Macini per avermi invitata a partecipare a questa intervista concatenata. Mi chiamo Amalia Oleastro, per gli amici Lia e finora ho pubblicato due libri per bambini e un romanzo edito da Associazione Amarganta 'L' eco delle voci perdute'. È la storia di una ragazzina Eritrea che come tanti poveri disperati arriva in Italia a bordo di un vecchio barcone e qui trova una famiglia pronta ad accoglierla e una possibilità di riscatto. La scintilla che mi ha spinto a scrivere questa storia è stato il susseguirsi di naufragi che ha trasformato il mediterraneo in un cimitero e il nostro lento assuefarci a queste tragedie. Con questo libro ho voluto dar voce a quelle donne e a quegli uomini che attraversano il deserto e affrontano le insidie del mare inseguendo la speranza di un futuro migliore. E ora vorrei chiedere invece a Chiara Forlani se nel tratteggiare il personaggio del Foresto, protagonista del suo bellissimo romanzo 'Delitto sull' isola bianca' si sia ispirata a qualcuno in particolare. CHIARA FORLANI A mia volta, ringrazio Lia Oleastro, che mi ha coinvolta in questo emozionante gioco a incastro culturale! Sono Chiara Forlani, insegno italiano alla scuola ospedaliera di Ferrara, la scrittura per me è un mezzo per avvicinare le persone, anche i bambini lungodegenti del mio ospedale, per il quale faccio beneficenza con le mie opere (per citarne una, "Il viaggio di Kordelia") e con i quali ho scritto e pubblicato testi, per riuscire a motivarli anche durante un momento così fragile della loro vita, come è quello della malattia. Per passare alla mia opera, ho sempre sentito il bisogno di onorare la memoria dei mei avi, così ho scritto "La tasca sul cuore" e "Una rosa tra i capelli. Io e Boldini", due storie di forti sentimenti familiari, ambientate tra la pianura padana e il Brasile a inizio Novecento. La svolta è arrivata con il primo lock down, durante il quale ho sentito la necessità di evadere in un mondo alternativo, che è stato quello di un'isola abitata situata al centro del fiume Po, sulla quale nel 1950 avviene un delitto. Delitto sull'Isola Bianca è quello che considero il mio romanzo della maturità, ha vinto due concorsi nazionali, come è accaduto per altre mie opere. Per rispondere alla domanda di Lia Oleastro, posso dire che tutti i personaggi che popolano questo romanzo, che è il primo di una trilogia, sono ispirati a persone vere, cioè ai nostri contadini padani che hanno arricchito la mia infanzia, con la loro saggezza e la loro vita dura. Il Foresto è frutto di un lontano ricordo, un parente che dopo la seconda guerra era costretto a convivere con un proiettile conficcato nel cranio, nessuno aveva avuto il coraggio di estrarlo per non fare più danni. Nel libro è un tipo affascinante ma introverso, dotato di un intuito speciale. Ora passo la parola a Tina Caramanico e le chiedo: so che stai partecipando a un concorso molto importante, che potrebbe portare alla realizzazione di un film, tratto da uno dei tuoi romanzi. Ci vuoi parlare delle tue opere e di questa in particolare? Grazie! TINA CARAMANICO Chiara Forlani, grazie per la domanda. Mi presento: faccio l’insegnante di Italiano e Storia alle scuole superiori, ho pubblicato il mio primo libro nel 2011. Ho cominciato con la poesia, poi con i racconti brevi. Nel 2017 ho pubblicato con Kobo editore il mio primo romanzo, “Un cattivo esempio” che ora è finalista al concorso Una storia per il cinema: domani sera sapremo quale romanzo sarà scelto dai giurati per essere trasformato in un film; incrociate le dita con me ! La storia è quella di un’anziana signora che una sera si ritrova sul divano di casa il fantasma della suocera, che lei non aveva conosciuto, la quale le racconta segreti e verità della sua vita e della famiglia. Dopo “Un cattivo esempio” ho scritto e pubblicato due romanzi brevi, “Il prete nuovo” e “Come sovvertire l’ordine costituito, trovare l’amore e vivere felici”. Un nuovo romanzo uscirà tra qualche mese, e ci sono parecchi progetti in fieri. Vorrei taggare Daniela Frascati e chiederle di raccontarci qualcosa del suo ultimo romanzo DANIELA FRASCATI Ringrazio Tina che mi ha fatto questa sorpresa Mi chiamo Daniela Frascati, sono pensionata, negli ultimi 10 anni ho lavorato come assistente parlamentare per un Gruppo parlamentare della sinistra e presso la Direzione Nazionale dello stesso curando come Coordinatore Redazionale un periodico dal titolo Inchiesta. Ho pubblicato fin dal 2001 racconti in diverse antologie con altri autori, tra cui Camilleri, Carlotto, De Luca, Macchiavelli, Guccini, Marcialis, Ravera, Naspini, Machiavelli. Oltre ad alcune antologie personali Racconti Anomali, ho pubblicato i romanzi Nuda vita ( ed. Absolutely Free), La Passeggera (e d. Scrittura&Scritture e attualmente ripubblicato in ebook per Delos Digital), La Mala Eternità (ed Ensemble). L'ultimo romanzo "Una storia disonesta di furfanti, gatti, commissari e altro ancora (ed. Scatole Parlanti gruppo Utterson)" è nato durante il lokdown: È una storia leggera e facile; un quasi poliziesco, un quasi giallo, un quasi noir, molto romano e in alcuni punti romanesco. Mi è piaciuto giocare con i tanti commissari che girano nella narrativa italiana disegnandone due che a mala penna fanno per uno, dissacrando un po' il genere sfruttato fino all'eccesso attraverso un punto di vista ironico senza perdere di vista l'intreccio e i personaggi. Vorrei taggare Renata Stoisa e chiederle di raccontare delle sue storie. Concatenata 3 DANIELE DA PRATO (Autore di una silloge poetica e bookblogger) Taggo Giuseppe Vivona. Come sai ho letto il tuo romanzo "Anime Immonde", un horror che è veramente notevole e la critica lo sta dimostrando. Non ti ho mai chiesto una cosa: essendo racconti diversi, ma legati, ti è venuto in mente il primo, l'informatore scientifico, e da lì è nato tutto il resto o la cosa è stata più complessa, più articolata, una sorta di ragnatela narrativa? Grazie Giuseppe GIUSEPPE VIVONA Grazie per il tag e la domanda. “Anime Immonde” è, anche se pubblicato prima, lo spin off di un altro romanzo a cui sto lavorando. La storia dell'informatore Alessio Spina, è iniziata per caso perché volevo scrivere qualcosa di diverso ma, strada facendo, mi sono reso conto che ero nello stesso universo della "storia madre" e che alcuni personaggi e situazioni erano perfetti per creare il collegamento. Penso che dentro di me, il mio subconscio, sapesse già che andavo a finire lì. Grazie ancora per la domanda. Io ne approfitto per taggare Andrea Raguzzino e chiedergli, in relazione al suo romanzo “Un amico nei guai per Jack Rubino” , edito da Jack Edizioni, quanto c'è di lui nel personaggio di Jack Rubino. Inoltre, se la risposta è affermativa, vorrei sapere se pensa che una eccessiva identificazione con il personaggio non rischi di impedire all'autore di farlo soffrire, e fargli del male, limitando lo sviluppo in futuri romanzi. ANDREA RAGUZZINO (risposta non pervenuta) DANIELE DA PRATO Grazie della risposta, in parte la risposta già la sapevo dalla diretta degli autori Associazione Cura il mondo - Jack Edizioni ma leggerlo anche mi fa capire ancora meglio le cose. A questo punto sono curioso della risposta di Andrea Raguzzino alla tua brillante domanda. Concatenata 4 ALESSIA PIEMONTE Taggo Albe Sim Sai, hai letto qualche mio racconto horror, e ti sono piaciuti, e hai detto che adori il mio stile. Però, hai intravisto qualche nota incrinata? Se si, quale? ALBE SIM Uhm, fammi pensare... se devo trovare qualcosa, forse snellirei un pochino le descrizioni, ma è semplicemente questione di gusti Taggo Elisa Averna: un genere letterario che non riusciresti mai a scrivere? ELISA AVERNA (Autrice e bookblogger, amo leggere e scrivere. Uso i social per parlare di libri e natura) Risposta a Sveva: Romanzi rosa. Mi imbarazza anche leggerli. Non riesco a considerali neanche un "genere narrativo", al massimo li vedo come fotoromanzi o telenovela in formato libro. Non ne apprezzo la trama banale, prevedibile, i personaggi stereotipati e il lessico povero. Tuttavia ci sono eccezioni. Ho visto catalogare come "romance" racconti e storie molto bel articolate con uno stile letterario da narrativa d'autore... Taggo Laura Moreni. Hai un aneddoto da raccontarci riguardo la stesura di "Siamo come lumache"? LAURA MORENI Ciao sono Laura, scrivo e correggo! Riguardo alla stesura non mi vengono in mente aneddoti, però ne ho uno un po' terribile sul titolo... mi arrovellavo da settimane ormai, a romanzo finito e pronto da inviare, per cercarne un titolo che mi desse soddisfazione: volevo un titolo particolare, inerente con il racconto e, se possibile, estrapolato dal testo. Insomma, l'illuminazione mi è venuta mentre ero sul water sono corsa fuori dal bagno come una furia per cercare quella pagina, ed esser certa che il titolo fosse ben contestualizzato. Morale della favola: sono ancora convinta che non potevo trovarne uno migliore! Taggo Alessandra D'egidio. Cos'è che più hai amato nel tuo romanzo, nel delineare la storia e il personaggio di Mei? ALESSANDRA D’EGIDIO Laura il coraggio di saper guardare la vita con occhi spalancati Alessandra D'egidio Alessandra, se vuoi mandare avanti l'intervista CONCATENATA, puoi taggare un autore anche tu e porgli una domanda Concatenata 5 LIDA COLTELLI Sbaglio o dovreste anche presentarvi??! ELISA AVERNA Non sbagli! Anche il meccanismo di interazione non è sempre capito (per concatenare le interviste bisognerebbe taggare altri autori), inoltre gli autori dovrebbero porre domande ad altri autori più che porre domande egoriferite. Ma uscirà carino lo stesso. Nel caso in cui conosca l'autore "scordarello", aggiungerò io la sua presentazione. LIDA COLTELLI Allora mi presento anch'io e taggo un altro autore... Ciao a tutti sono Coltelli Lida, faccio l'insegnante di Scuola Primaria e amo scrivere gialli storici. I due che ho pubblicato s'intitolano "Et in bona gratia" e "Il calzare della sposa". Editi da Tralerighelibri Lucca. Hanno come protagonista Ludovico Ariosto nel periodo in cui era stato nominato Commissario Estense in Garfagnana. A.D.1522. Con i molti dialoghi in volgare cinquecentesco. Taggo Giusy Cascio... Ciao Giusy, cos'è che ti spinge a scrivere romanzi dai profondi risvolti psicologici? GIUSY CASCIO Lida Coltelli grazie Lida per questa menzione… Cosa mi spinge a scrivere romanzi psicologici? La psicologia mi ha sempre affascinato, soprattutto per ciò che riguarda i rapporti difficili fra genitori e figli, e di quanto questi possano influire sul percorso di vita di ciascuno di noi… Le mie protagoniste sono donne tormentate, con qualche problema psichiatrico (non si deve aver pudore a parlarne perché l’ansia e la depressione sono malattie e vanno curate esattamente come tutte le altre), che stanno facendo un percorso dentro loro stesse… leggere i miei libri significa immergersi nel proprio io più profondo per imparare a conoscersi un po’ di più… Nomino Giò Py, affinché ci racconti i suoi libri, che sono viaggi nella poesia e negli eventi della vita… raccontaci dei tuoi scritti Giò… Grazie Lida… GIÒ PY Ciao e grazie per la nomina Scrivo da quando ero bambina, piccoli pensieri, poesie, brevi racconti. Soltanto negli ultimi anni ho reso pubblico parte del mio cassetto e ho pubblicato la prima raccolta di poesie e pensieri "Nei passi dell'anima", che rappresenta un riassunto del viaggio verso la comprensione degli stati emotivi. In seguito ho pubblicato una seconda raccolta, Carne del cuore, in cui ho scandagliato in senso poetico gli equilibri tra mente, corpo e cuore. In prosa al momento ho pubblicato una raccolta di racconti brevi, Le fiabe son diventate maggiorenni, che si rifanno alle fiabe classiche in versione attuale, e ultimo uscito è invece il mio primo romanzo, Il modo altrove. C'è chi lo definisce un romance ma io con le definizioni dei generi sono negata Vi vorrei presentare, se non la ha già nominata qualcuno, Francesca Rizzo. Lei le sue poesie le chiama "graffi", e io da quando l'ho incontrata non ho smesso più di sentirla sempre accanto FRANCESCA RIZZO (Risposta non pervenuta) Grazie ancora a tutti i partecipanti e alla prossima intervista concatenata! P.S. Cari lettori, se avete domande da porre agli autori, potete lasciarle nei commenti
INTERVISTA CONCATENATA - Autori emergenti No Eap si intervistano reciprocamente. Fantastico! content media
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Elisa Averna
26 lug 2022
In Interviste agli Autori
Carissimi, benvenuti nella rubrica dedicata agli autori dell'editoria No Eap. Chi di voi già mi segue sa che nelle interviste tendo a essere irriverente e dissacrante, ma in questa sede cercherò di fare la brava e di limitarmi a domande mirate a conoscere meglio l'ospite della giornata. Dalle risposte certamente avrete agio di conoscere meglio la persona che si nasconde dietro un'opera letteraria o poetica. Molto, infatti, anche di inaspettato può emergere da una semplice chiacchierata. In questa intervista ho il piacere di avere ospite Laura Scaramozzino, autrice Edizioni Piuma con il "suo Dastan verso il mare", un romanzo di fantascienza distopica adatto anche a un pubblico di giovanissimi. E ora pronti a conoscere un po' meglio come persona e come autrice? Sì? E allora vamos! Eh no! Prima vi ricordo di iscrivervi al gruppo Facebook che amministro ("Solo editoria non a pagamento"), sempre che siate curiosi di scoprire nuovi autori dell'editoria non a pagamento (l'unica editoria che dovrebbe esistere!). Chi si nasconde dietro l’autrice Laura Scaramozzino? Puoi parlarci un po’ di te, delle tue passioni e dei tuoi interessi? Con piacere! Innanzitutto, grazie per lo spazio che mi hai concesso. È sempre un piacere rispondere all’invito di una blogger appassionata. Grazie a te! È sempre un piacere ospitare autori appassionati! Sono una lettrice accanita. Leggo romanzi e racconti da quando avevo otto anni. Non ho preferenze di genere, sebbene ami molto le sfumature più noir e oniriche. Adoro il perturbante, il realismo magico, la distopia e il surreale. Mi piacciono i romanzi per ragazzi, del resto adoro scriverli, con una predilezione per David Almond e Michael Ende. Gli scrittori per adulti che amo molto sono Dick, Kafka, Buzzati, Sciascia, Dürenmatt, Fenoglio, King, i tragici greci, Kawabata, Cassola, Enard, Adam, De Kerengal e molti altri. Ma nonostante sia una lettrice accanita, adoro anche il cinema, Lynch su tutti, le serie tv crime, e con delle note oscure, e la musica. Steve Gunn, il mio cantautore preferito, per esempio, ha ispirato ben tre miei racconti. Che bambina era Laura? E che adolescente? Una bambina timida, ma anche chiacchierona. Adoravo le storie e il disegno, ma ho sempre avuto la lacrima facile. Ancora adesso, piango facilmente. Ho un rapporto viscerale con le emozioni. Da adolescente, invece, tendevo a vivere un po’ ritirata. Guardavo Fuori Orario, il programma di cinema, fino a tardi, fantasticando sulla poesia dei film dell’est Europa e sognando amori cupi e impossibili. Di fatto leggevo e guardavo film, ma avevo qualche timore a immergermi nella vita vera. Sono sempre stata uno strano connubio di timidezza ed espansività. Come ti immagini da anziana? Con uno o più gatti, a leggere, guardare film e a fare lunghe passeggiate Se dovessi raccontarti con un quadro, quale quadro sceglieresti e perché? Probabilmente sceglierei un quadro di Hopper, tipo i Nottambuli, o uno del ciclo dei soggetti urlanti di Francis Bacon. Sono molto attratta dal tema della solitudine e dell’incomunicabilità. Adoro comunicare, ma spesso mi scontro con l’impossibilità di riuscirci davvero fino in fondo. Forse scrivo anche per questo. Ci vuoi raccontare qualche aneddoto legato alla stesura de “Dastan verso il mare”? Certo! Posso parlarti dell’ambientazione. All’inizio non sapevo esattamente dove ambientarlo. Ma poi ho visto un documentario sul Kazakistan ed è stata un’illuminazione. Mi trovavo al Museo della Montagna, di Torino, e sono rimasta folgorata da questo luogo ai confini del mondo. In particolare la zona compresa tra Bajkonur, celebre cosmodromo ex sovietico, e il Lago di Aral. Sono rimasta a bocca aperta e ho pensato: “Ehi, questo è il posto perfetto per ambientare un distopico, post apocalittico!” La tua location ideale per scrivere? Ovunque ci siano la luce naturale, una sedia comoda e un tavolo o una scrivania. Certo, potessi scegliere sarebbe il più vicino possibile al mare. Quali sono i romanzi che hanno segnato di più il tuo cammino da autrice? Tantissimi. Il processo di Kafka, La bella estate di Pavese, Todo Modo di Sciascia, Dio di illusioni di Donna Tartt, L’isola di cemento di Ballard e molti altri. C’è un personaggio di un tuo romanzo con il quale “hai litigato”? Un personaggio ribelle nei confronti della tua penna? E se sì, alla fine chi ha vinto, tu o lui/lei? In realtà, no, non c’è stato. Diciamo che ho dato vita ad alcuni personaggi man mano che scrivevo. Il tuo incubo peggiore? Sono piena di paure. Forse, la peggiore è quella di ritrovarmi completamente sola al mondo, come in una di quelle puntate di Ai confini della realtà. Quale dei sette vizi capitali ti rappresenta di più? Forse l’ira. Quando perdo la pazienza non mi sopporto. Non accade spesso, ma a volte mi capita di perdere le staffe e questo non mi piace. Quali sono gli autori contemporanei che preferisci? Allison Kennedy, Mathias Enard, Olivier Adam, Malys De Kerangal. Stephen King, David Almond, Silvana Gandolfi e tanti altri. Hai 1000 caratteri per sfogarti su ciò che non ti piace o non sopporti. Faccene sentire quattro! Non sopporto la mancanza di rispetto, in generale, e soprattutto la poca educazione. Credo che la gentilezza sia ancora un grande valore. Adoro le persone gentili. Scegli un personaggio di un cartone animato da portare a cena! Kenshiro. Se mancassero i coltelli, potrebbe affettare pane e pietanze con un semplice tocco! Medio Oriente, Cina di Mao Zedong e Nuova Zelanda. Se dovessi per forza ambientare un tuo romanzo in uno di questi paesi, quale sceglieresti e perché? Fra tutti, se proprio dovessi scegliere, la Cina. Ma preferirei di gran lunga il Giappone del dopoguerra. Peccato non ci sia. Di quali argomenti detesti parlare o quali argomenti trovi particolarmente noiosi? In realtà, non credo esistano argomenti noiosi. Spesso un interlocutore non è semplicemente in grado di appassionarti. Forse avrei qualche difficoltà con la meccanica. Quali generi letterari ti appassionano di più? Come ho scritto in precedenza, il perturbante, l’onirico, il noir e il distopico. Microbiologia, lingua araba e storia delle tradizioni popolari. Se fossi costretta a studiare approfonditamente una di queste tre materie, quale sceglieresti e perché? Forse microbiologia. La scienza, in generale, mi affascina molto. Un caso di abdaction. Purtroppo gli alieni ti hanno rapito. Hai tre minuti per parlare loro della nostra civiltà (o inciviltà .... come preferisci). Sarei l’ultima persona in grado di farlo, perché credo di essere un’aliena anch’io! Probabilmente li fisserei negli occhi e chiederei loro se, per caso, non mi riconoscano. Se avessi l'opportunità di viaggiare nel tempo, dove andresti e perché? Amo la storia. Negli ultimi anni ho sviluppato una grande passione per l’epoca post risorgimentale e il periodo della Grande Guerra. È un’epoca in cui si passa da un grande fermento, in ambito di scoperte e invenzioni, a una fase della storia tragica e folle. Da un punto di vista storico, lo trovo un periodo incredibile. E come guida, sarebbe bello avere Alessandro Barbero. Lo adoro! Se dovessi scegliere un regista per la trasposizione cinematografica del tuo romanzo, chi sceglieresti? Ovviamente, Lynch. Che cosa vorresti far sapere ai tuoi lettori? Nulla che non possano trovare in quel che scrivo. Vuoi dire qualcosa al tuo editore? Solo: Grazie! Hai un episodio della tua vita o legato alla scrittura che ti piacerebbe condividere con noi? La felicità che ho provato a tornare al Salone del libro di Torino dopo due anni di pandemia. È stato come tornare a respirare a pieni polmoni. Gli abbracci, il via via della gente, il riverbero e il brusio della folla. Sensazioni impagabili. Grazie, Laura, è stato un piacere intrattenermi con te. ti auguro di realizzare ogni tuo progetto in campo letterario e non solo. Noi, cari lettori, ci diamo appuntamento alla prossima intervista! DESCRIZIONE "DASTAN VERSO IL MARE" A seguito di un conflitto mondiale, sulla Terra vagano ancora dei sopravvissuti, un centinaio di bambini e pochi inquietanti adulti. Dastan è un ragazzo che desidera raggiungere il mare, con l'idea di salvarsi. Assieme ai suoi compagni, fugge dai terribili seguaci dell'Alleanza, uomini che pensano di sterminare tutti i bambini. Ritengono, infatti, che ogni sofferenza sia causata proprio dall'essere umano e quindi meritevole di essere eliminato. I bambini però sono aiutati dai Custodi della Vita che si contrappongono alla folle idea di cancellare per sempre il genere umano. Riuscirà Dastan a salvarsi e finalmente dipanare un mistero che lo ossessiona fin da quando era più piccolo? Età di lettura: da 12 anni. INCIPIT LINK PER ACQUISTARE: Dastan verso il mare
Intervista a LAURA SCARAMOZZINO, autrice Edizioni Piuma con il suo "Dastan verso il mare". content media
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Elisa Averna
25 lug 2022
In Altro
Carissimi, sperando che vi sia cosa gradita, pubblicherò nel mio blog le Giornate Autore del gruppo Facebook "Solo editoria non a pagamento: lettori e autori". Mi sono chiesta: "Perché disperdere un'intervista che ha visto coinvolte più persone, le quali hanno dedicato tempo ed energie affinché un autore avesse la possibilità di far conoscere meglio la sua creatura di carta?". Inoltre, credo che questo sia un bel modo di omaggiare un autore affinché le sue parole siano in qualche modo fermate nel tempo. Si sa come funziona sui social: i nostri pensieri, le nostre interazioni in un certo senso anche affettive, durano una manciata di secondi, per poi volare via, ingoiate da quelle successive. Che cosa rimane di quei bei momenti condivisi, di quel sorriso strappato magari in una giornata cupa? Nulla o quasi. “La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.” Oscar Wilde Quindi ecco a voi, cari lettori, la Giornata Autore di CLAUDIA PAVAN di domenica 24 luglio 2022 Ringrazio ancora tutti i partecipanti! Intervistatori: Dario Zizzo Patrizia Benetti Daniele Da Prato Serena Barsottelli DARIO ZIZZO Buongiorno, Claudia; hai avuto qualche remora nel trattare un periodo storico frequentato già abbastanza da cinema e letteratura? su cui quindi è difficile dire qualcosa di originale, e quanto tempo ti ha rubato il lavoro di documentazione? CLAUDIA PAVAN In realtà il periodo che viene principalmente evocato nel mio romanzo, il Biennio Rosso, non è poi così frequentato da cinema e letteratura. In ogni caso nessuna remora, se no sarebbe un po' difficile ormai scrivere su qualsiasi argomento! Per quanto riguarda la documentazione mi ha portato via molto tempo e non solo perché dovevo conoscere bene i fatti storici che dovevo narrare ma soprattutto per gestire qualunque informazione sul periodo. Il processo di scrittura e quello di documentazione è andato avanti in parallelo anche perché capitava assai di frequente che scrivendo mi dovessi fermare per chiedermi come era una certa cosa in quel periodo, l'arredamento, l'abbigliamento, lo stile di vita, etc Per arrivare a una prima stesura ci ho messo circa quattro anni. DARIO ZIZZO Ah, ho capito Claudia Pavan io mi riferivo alla dittatura nazista, avendo letto di lager; quindi però principalmente la tua opera parla del Biennio Rosso, ok, grazie. CLAUDIA PAVAN Ci sono due linee temporali, la principale va dal 1919 al 1923, focalizzata però soprattutto sul Biennio Rosso (1919-1920). La seconda invece parte dal 1943 e si tratta di lager per prigionieri di guerra nel quale uno dei personaggi, Pietro, viene internato. Qui si tratta della storia degli IMI che è anche quella non così tanto raccontata anche se negli ultimi anni è venuta un po' più a galla. Durante la deportazione Pietro ripensa alla sua infanzia facendo così partire la linea temporale principale. DARIO ZIZZO Sì, hai fatto bene a riportare nel tuo commento quella puntualizzazione sugli IMI. PATRIZIA BENETTI Quali sono i tuoi scrittori preferiti? Ti sei ispirata a qualcuno di loro? CLAUDIA PAVAN Credo che tutto quello che leggo e che ho letto entri in qualche modo nei miei scritti, così come le altre esperienze della mia vita. Non ho uno scrittore in particolare al quale mi ispiro pur avendo molti scrittori che amo e qualche libro che per me è una pietra miliare. Qualche esempio: Trilogia della città di K di Ágota Kristóf, Il pendolo di Foucault di Umberto Eco, Q dei Luther Blissett. PATRIZIA BENETTI Come definiresti il tuo romanzo: storico, di formazione, o altro? CLAUDIA PAVAN Bella domanda! Direi intanto che pur essendo un romanzo storico ho cercato di non dare nulla per scontato e perciò non è indispensabile essere amanti della storia, tuttavia devo dire che approfondire quel periodo personalmente mi ha da un lato aiutato a capire meglio l'ascesa del fascismo e dall'altro fatto fare molti collegamenti con il presente. Per cui potrei risponderti dicendo che, oltre che per la storia in sé, questi due ulteriori aspetti potrebbero rendere ancora più interessante la lettura del mio romanzo. DANIELE DA PRATO Ci sono nel tuo romanzo fatti e personaggi realmente esistiti? (Esclusi i più ovvi come Hitler, Mussolini o Stalin) Oppure c'è la macro storia che tutti conosciamo e il resto è tutta tua invenzione? Grazie CLAUDIA PAVAN Ci sono dei personaggi realmente esistiti sebbene non famosi come quelli che hai citato tu. In particolare nella vicenda di Parma compaiono e hanno un ruolo i due uomini che hanno condotto la popolazione a resistere agli attacchi delle squadre fasciste: Guido Picelli e Antonio Cieri. il resto però, a parte la Storia, è tutta invenzione! DANIELE DA PRATO Grazie per la risposta! CLAUDIA PAVAN Prego ELISA AVRERNA Ciao Caludia! Intanto permettimi di dirti che è un vero piacere averti ospite. Ho apprezzato tanto il tuo estratto #filosofia. Spero che ci saranno altre occasioni. Intanto ti sei portata a casa una bella "spupazzata"qui nel gruppo . Per iniziare ti faccio una domanda su un tema che mi sta molto a cuore. Non so se hai avuto modo di ascoltare il post che ho messo ieri di Laura ZG Costantini in cui l'autrice "chiede" se la scrittura sia un talento innato o un'arte da imparare, ad ogni modo tu che cosa pensi al riguardo? CLAUDIA PAVAN Buongiorno, eccomi! Per iniziare ringrazio il gruppo e chi lo amministra per la possibilità. Comincio da questa domanda piuttosto insidiosa. Penso che come ogni altra attività creativa chi ha del talento sia certamente favorito, tuttavia penso anche che ognuno di noi abbia il diritto di dilettarsi, come a fare qualsiasi altra attività, come danzare, cantare, etc. Forse sarebbe più opportuno chiedersi se il problema non stia più che altro in chi, a livello professionale, deve decidere le sorti di un romanzo. Temo che sia più lì che, a causa di estremi calcoli di mercato, si possa individuare un problema... In quanto alla formazione ritengo che sia comunque utile per chiunque, talento o meno. ELISA AVRERNA Esatto! Il problema è più degli editori. Frequentare i corsi per passione è più che legittimo, ma da lì a pubblicare ce ne corre...Ops! Ormai l'ho detto! D'altronde si può frequentare un corso di danza senza diventare ballerine professioniste. Comunque hai ragione: la domanda era insidiosissima, ma non lo diciamo a nessuno CLAUDIA PAVAN Infatti ho fatto danza per anni e nessuno si è mai sognato di farmi diventare una étoile ELISA AVRERNA Da lettrice e autrice, adoro i romanzi storici e d'ambientazione storica. Che cos'è che ti ha spinto ad ambientare il tuo romanzo nel Biennio Rosso? CLAUDIA PAVAN Devo dire che ci sono finita un po' per caso. Mi spiego meglio. L'idea iniziale è partita da una vicenda familiare che mi ronzava in testa da parecchio tempo: il rapporto conflittuale tra mio nonno militare e suo padre anarchico. Così ho iniziato scrivendo il prologo praticamente per strada mentre tornavo dal lavoro. Quindi mi sono fermata perché avevo la necessità di documentarmi. Sono partita leggendo La rivoluzione mancata di Armando Borghi e questa lettura mi ha indotto a inoltrami nel Biennio Rosso e a cercare di comprenderlo meglio e quindi a intrecciarlo con i personaggi che intanto nascevano e si sviluppavano nella mia testa. Quindi direi che grazie a quel libro, che è uno scritto a metà tra saggio e autobiografia molto godibile, il Biennio Rosso è diventato un periodo storico che avevo la necessità di comprendere meglio. ELISA AVRERNA C'è un passaggio del tuo riscontro ad alto rischio "effetto cascate del Niagara"? Se sì, tu, da autrice, ti sei commossa nello scrivere la scena? CLAUDIA PAVAN Credo che la vicenda di Parma ovvero la resistenza della città nei confronti delle squadre fasciste avvenuta nell'agosto del 1922, possa essere un momento del mio romanzo piuttosto concitato. Sulla commozione ti devo confessare che per quattro anni ho vissuto con i miei personaggi come fossero reali e perciò ho provato tutte le loro emozioni, le paure, le esaltazioni, le delusioni... Emotivamente è stato molto intenso! ELISA AVERNA Più che comprensibile! Quando finisco un libro, sia da autrice sia da lettrice, dare l'addio ai personaggi è molto dura, anche se poi certi personaggi continuano a vivere dentro di noi per sempre CLAUDIA PAVAN Sì è così, alcuni personaggi diventano degli amici in un certo senso, così come le loro storie. Questo è uno degli aspetti che più mi piace della narrazione in generale. ELISA AVERNA Che tipo è Alfredo? CLAUDIA PAVAN Alfredo è un puro. Crede in un mondo migliore ed è disposto a rinunciare a tutto per cercare di fare la sua parte. Forsa ha il limite di trascinare con sé anche chi non ha possibilità di decidere in autonomia, come i suoi figli. ELISA AVERNA Tre aggettivi per descrivere Adele? CLAUDIA PAVAN Timida, resiliente, accogliente. ELISA AVERNA Il lettore ideale per leggere il tuo romanzo? CLAUDIA PAVAN Il lettore ideale per il mio romanzo credo che sia chiunque sia curioso di cercare possibili spiegazioni sugli avvenimenti del passato e di leggere il passato per tentare di comprendere meglio il presente. ELISA AVERNA Da lettrice, o anche da autrice, che cosa non sopporti di un libro a livello stilistico? CLAUDIA PAVAN Mi irrita un po' quell'autore che sapendo di destreggiarsi molto bene con la lingua esagera a discapito della storia che sta raccontando. ELISA AVERNA Vero. L’autocompiacimento stilistico dll’autore rischia di essere nauseabondo. Com'è nata la cover? CLAUDIA PAVAN La cover è nata da una scena del romanzo, un momento che non posso raccontare perché rivelerei troppo, ma che simbolicamente racchiude un po' ciò che è successo in quegli anni (mi riferisco alla linea temporale 1919-1920): gli ideali macchiati del sangue di chi ci ha creduto e ha provato a lottare per migliorare le proprie umili condizioni. ELISA AVERNA Progetti futuri? CLAUDIA PAVAN Nella prima settimana si agosto sarò all'agricampeggio CLICCA PER LINK in Salento a presentare il romanzo in occasione del centenario delle Barricate di Parma. Per seguire le novità in merito al mio romanzo basta visitare la pagina fb: LINK E poi in generale il mio progetto principale è non smettere mai di scrivere perché mi piace inventare mondi, personaggi, ambientazioni. Al momento non riesco a dedicare molto tempo alla scrittura e così me lo ripeto, e lo ripeto anche qui, non voglio perdere il filo di questa passione. Come mi diceva mio padre i sogni sono come il sale, vanno inseguiti perché rendono la vita più saporita, evitando tuttavia di venirne sopraffatti. ELISA AVERNA Ma che bello! SERENA BARSOTTELLI Ciao Claudia! Come sai qualche curiosità me la sono già tolta. Ti ripropongo una domanda che penso possa essere uno stimolo per gli altri autori: quanto è importante il lavoro di documentazione e come lo hai condotto? CLAUDIA PAVAN Il lavoro di documentazione è stato fondamentale, imprescindibile. Come dicevo sopra l'ho condotto in parallelo a quello di scrittura perché era necessario documentarsi sopra ogni piccolo dettaglio. Ti faccio un esempio. Pietro ama disegnare e io volevo che lui disegnasse e così gli ho fornito le matite colorate. Poi mi è venuto il dubbio, per fortuna, che forse le matite colorate in quel periodo non erano così diffuse, soprattutto per una famiglia umile come la sua. Ho cercato informazioni e il mio dubbio è diventato una certezza. Visto, tuttavia, che volevo che lui avesse i colori ho trovato una soluzione facendogliele regalare da un compagno abbiente del padre. Se però non avessi cercato e lo avessi fatto trovare con le sue matite colorate senza una spiegazione del perché le possedesse sarei incappata in un errore storico. DANIELE DA PRATO I tuoi personaggi principali sono ispirati a qualche personalità nota o li hai dato un impronta originale, insomma farina del tuo sacco. CLAUDIA PAVAN Non sono ispirati a personaggi noti, tuttavia Pietro, il militare internato in un lager dopo l'8 settembre, è ispirato a mio nonno che è stato veramente deportato in un lager per prigionieri di guerra nel 1943 e che davvero amava dipingere come il personaggio del mio romanzo. ELISA AVERNA Ringrazio tutti i partecipanti e te, cara Claudia Pavan . Ti auguro il meglio in qualsiasi campo! CLAUDIA PAVAN Grazie a voi, davvero! LINK PER L'ACQUISTO L'etica della sopravvivenza
GIORNATA AUTORE DI CLAUDIA PAVAN CON IL SUO "L'ETICA DELLA SOPRAVVIVENZA" - ARGENTO VIVO EDIZIONI
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Elisa Averna
24 lug 2022
In Interviste ai Recensori
Cari amici lettori, autori, editori e curiosi, in questa nuova “Intervista al recensore di libri”, avremo modo di conoscere Elena Giana del blog letterario naelegia75.blogspot.com dedicato alle più grandi passioni di Elena, come si legge non appena entrati : "Cioccolato, libri, cinema e poesie". Tengo a ringraziare Elena, che abbiamo già conosciuto come autrice di poesie, per aver risposto eroicamente te a tutte le domande. Ora lascio la parola a Elena, non prima però di invitarvi a visitare il suo meraviglioso blog, di cui vi lascio in calce il link. Ciao Elena, vuoi parlarci della tua attività di blogger? Ciao Elisa grazie per questa opportunità. Nel mio blog racconto di me, delle mie passioni, una delle più importanti è la lettura insieme alla scrittura. Mi piace scovare artisti, scrittori, poeti poco conosciuti al grande pubblico e parlare di loro. Sei una lettrice curiosa e onnivora o selettiva? Sono piuttosto onnivora ma non riesco a leggere gli horror e i saggi Che cosa cerchi negli autori di narrativa? E di poesia? La storia deve colpirmi, incuriosirmi leggendo la trama, mi piacciono le storie romantiche, passionali ma anche quelle di vita vissuta con una buona introspezione psicologica. Io scrivo poesie quindi mi è un po' difficile risponderti… devo riuscire ad immedesimarmi in ciò che leggo. Che cosa ti attira primariamente di un libro? La copertina e poi la trama Come selezione i libri da recensire? Recensisci solo libri da te scelti o anche quelli che ti sono segnalati? Recensisco soprattutto quelli che mi sono stati segnalati. Essendo un blog "giovane" spesso sono io che mi propongo Per far capire meglio i tuoi gusti letterari a chi ti propone in lettura un’opera, ti chiedo di rivelarci tra i classici, di narrativa di qualsiasi genere, quali libri ti hanno più appassionata. Tutta la letteratura sudamericana Simenon Anna Karenina Che genere di libro non leggeresti mai? Come ho già detto horror e saggi. Da bambina sono rimasta traumatizzata da Profondo Rosso di Dario Argento. Quali criteri di valutazione applichi nel recensire un libro di narrativa? Innanzitutto deve essere un libro che mi trasmetta emozioni, la trama deve seguire un filo logico, deve essere scritto in un buon italiano con refusi contenuti. Apprezzo l'introspezione psicologica dei personaggi e le descrizioni ambientali curate anche se non minuziose. Ti è mai capitato di recensire autori esordienti o emergenti? Sempre Quali generi preferisci? Romance Narrativa Agap M/M F/F Se fossi costretta a scegliere tra un libro con un’idea originale, ma con una scrittura non particolarmente intrigante e un libro con un tema banale, ma scritto in modo eccelso, che cosa sceglieresti? Il primo Per inquadrare un libro prima di farne una lettura completa ti capita mai, “di nascosto da te stessa”, di dare una sbirciatina a una pagina a caso o di leggerne l’incipit e addirittura la fine? Sempre. Io annuso i libri… ora con gli ebook non si può fare ma con il cartaceo lo faccio. Adoro la carta porosa E dopo aver letto le prime righe Vado a leggere l'ultima frase per scoprire più come ci si arriva andando avanti con la storia. Ti è mai capitato: -di trovare in un’opera per te scadente qualcosa di comunque interessante? Scadente no .. diciamo che mi è capitato di leggere una storia che io non avrei mai vissuto per scelta (al contrario della protagonista) ma comunque l 'ho considerato una lettura interessante. -di interrompere un libro perché proprio non hai trovato nessun motivo per terminarlo? No per fortuna -di annoiarti mortalmente in una lettura e riporre il libro facendo pensieri inesprimibili? No… diciamo che quando recensisco cerco sempre di sottolineare le qualità non nascondendo però i difetto. - di cercare affannosamente, scorrendo con rapidità le pagine di un libro, qualcosa che fermi la tua attenzione? Spesso…alla fine della lettura corrona rileggere i brani che mi hanno coinvolta maggiormente. -di leggere uno stesso romanzo per il piacere di rivivere le emozioni della prima volta che lo hai letto? Con alcuni libri di Andrea de Carlo Cent'anni di solitudine L'amore ai tempi del colera -di emozionarti nella lettura fino a commuoverti? Si con una esordiente letta ultimamente -di aver valutato un libro negativamente e poi di tornare sui tuoi passi oppure il contrario? Beh non ho mai sbagliato opinione totalmente, credo che la lettura sia un qualcosa di soggettivo ma mi è capitato di rivedere il mio giudizio in corso di lettura. Che cos’è che proprio non sopporti, stilisticamente parlando, di un autore? Le troppe citazioni di qualsiasi genere. Quanto tempo impieghi per leggere un libro che ti appassiona? Due notti. Che cosa ti coinvolge di più di una trama? Il sentimento L'intrigo Un po' di giallo e la passione. Si dice spesso che un libro non si giudica dalla copertina, ma secondo la tua esperienza, quanta importanza ha realmente la copertina di un libro? Molta Quanta importanza ha una quarta di copertina? Abbastanza perché è quella che deve incuriosire il lettore Ti sei mai sentita tradita da una copertina o da una quarta di copertina? No Ma alcune copertine non fanno onore alle storie soprattutto per gli esordienti. Quanto il titolo di un’opera sollecita la tua curiosità? Abbastanza, ma è la copertina che mi cattura. Si dice che non bisogna mai confondere l’autore con la sua opera, ti sei mai cimentata nel leggere un’opera di un autore per la cui la persona non nutri particolare simpatia? No purtroppo non riesco a non farmi influenzare ma potrei tentare con il libro di Selvaggia Lucarelli. Preferisci leggere libri in formato cartaceo o e-book? Cartaceo ma per comodità e spazio leggo molto in digitale. Qual è la tua più grande soddisfazione nell’attività che svolgi come critica? Quando l'autore mi scrive che ho centrato il punto, che ho compreso ciò che voleva trasmettere Secondo te, in generale quanto può influire nella scelta di un libro la lettura delle recensioni che lo riguardano? Io sono anche una lettrice, personalmente mi affido spesso alle recensioni che trovo su Istagram poi vado a leggere la trama e capisco se è veramente nelle mie corde. Come deve essere per te la recensione “perfetta”? Beh non esiste, o almeno io non sono capace di scriverla. Non deve essere una pura trascrizione della trama ma deve trasmettere emozioni ed incuriosire. Che consiglio daresti a chi volesse aprire un blog di recensioni di libri? Amare la lettura Avere uno stile personale E coraggio nel proporsi ai nuovi scrittori Hai una visione del mondo rilevabile da una citazione o un’immagine in cui rispecchiare i tuoi propositi o in cui ti rispecchi particolarmente? "Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, sono sempre i sogni a fare la realtà" Luciano Ligabue Quali progetti hai per i prossimi anni? Continuare a leggere e scrivere forse un romanzo A tuo avviso perché siamo più un paese di scrittori e di pseudo-scrittori che non di lettori? Personalmente scrivere è la mia cura e forse e così anche per altri Di chi è la responsabilità se si legge così poco? Leggere è impegnativo ma stupendo ti fa vivere mille vite, milioni di emozioni Che cosa vuoi dire ai lettori? Hai qualche consiglio da dar loro su come scegliere i libri? Lasciatevi stupire dalla magia della parola, lasciatevi rapire da un libro, seguite le sensazioni Grazie Elena per esserti raccontata anche come book blogger. Sono stata molto felice di averti ospite qui nel mio blog. Ti auguro di portare avanti tutte le tue attività sempre con grande entusiasmo e di ricevere tutte le soddisfazioni che meriti. Grazie Elisa e grazie ai lettori per questa bella chiacchierata ❤️ CLICCA E Naviga nel blog di Elena
INTERVISTA ALLA BOOK BLOGGER  ELENA GIANA  content media
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Elisa Averna
23 lug 2022
In Interviste agli Autori
Carissimi, benvenuti nella rubrica dedicata agli autori della microeditoria No Eap. Chi di voi già mi segue sa che nelle interviste tendo a essere irriverente e dissacrante, ma in questa sede cercherò di fare la brava e di limitarmi a domande mirate a conoscere meglio l'ospite della giornata. Dalle risposte certamente avrete agio di conoscere meglio la persona che si nasconde dietro un'opera letteraria o poetica. Molto, infatti, anche di inaspettato può emergere da una semplice chiacchierata. E ora pronti a conoscere un po' meglio Paola Sanna come persona e come autrice di poesie? Sì? E allora vamos! Eh no! Prima vi ricordo di iscrivervi al gruppo Facebook che amministro ("Solo editoria non a pagamento"), sempre che siate curiosi di scoprire nuovi autori della microeditoria No Eap. Chi si nasconde dietro l’autrice di poesie Paola Sanna? Puoi parlarci un po’ di te, delle tue passioni e dei tuoi interessi? Ciao a tutti, grazie a Elisa per questa opportunità. Grazie a te, cara Paola! Sono nata e cresciuta in Sardegna, mi piacciono le cose semplici, mi stupisco ancora per la bellezza della natura. Per la meraviglia delle piccole cose. Da sempre le mie passioni sono leggere e scrivere. Che bambina era Paola? E che adolescente? Ero una bambina coi ricci biondi. La più grande di quattro fratelli. Ho imparato a leggere in fretta e la mia passione maggiore è sempre stata la lettura. Preferivo di gran lunga leggere che giocare. Sono stata una adolescente sofferente, per diversi problemi di salute e familiari. Per questo motivo non ho concluso le scuole. E questo è stato per me il rimpianto più grande. Quale pianta ti rappresenta meglio? E quale animale? Una rosa rossa, una tigre albina. Ci vuoi raccontare qualche aneddoto legato alla stesura di una delle tue due raccolte poetiche? Quando leggevo dell’emozione provata dagli autori per un loro libro, sinceramente pensavo che fosse una reazione esagerata. Poi sono venuti i miei. E avevano ragione. L’emozione è stata fortissima. Avere tra le mani le mie parole dentro un libro! Un libro vero. Non sapevo se ridere o piangere. La tua location ideale per scrivere? Per necessità scrivo alla mia scrivania, ma l’ideale per me sarebbe stare in mezzo alla natura. E al fresco possibilmente. Lascia un messaggio per gli umani del futuro. Abbiate cura del bello in ogni sua forma. Che cosa significa per te essere poeti oggi? Essere dei coraggiosi che parlano d’amore in un mondo che si sta perdendo. Il tuo incubo peggiore? Che un altro dei miei figli muoia prima di me. 😥 Quali sono gli autori contemporanei che preferisci? Erri De Luca, Marcela Serrano, Simonetta Agnello Hornby,Gabriel Garcia Marquez e tutti i poeti. Hai 1000 caratteri per sfogarti su ciò che non ti piace o non sopporti. Faccene sentire quattro! Prendiamola sul leggero. Tra i cibi non sopporto assolutamente il fegato. (Fai bene, stai parlando con un'erbivorona antispecistona!😁) Nonostante io sia sarda non sopporto andare al mare. Non mi piacciono le bugie. Non sopporto il caldo estivo. Non mi piacciono le discriminazioni di qualunque genere siano. Quale vizio capitale ritieni il peggiore e perchè? L’invidia. Non è ero che esiste un’invidia buona. L’invidia è sempre maligna. E da là partono tutti gli altri mali. Quali argomenti trovi particolarmente interessanti? Tutti, specialmente se posso imparare cose nuove. Basta che non siano superficiali o volgari. Quali generi letterari ti appassionano di più? Poesia, saggistica, storia, classici, narrativa. Zootecnica, diritto penale e filologia. Se fossi costretta a studiare approfonditamente una di queste tre materie, quale sceglieresti e perché? Filologia senza neppure pensarci. Perchè amo tutto ciò che ha a che fare con le parole. Un caso di abdaction. Purtroppo gli alieni ti hanno rapito. Hai tre minuti per parlare loro della nostra civiltà (o inciviltà .... come preferisci). Fuggite finchè siete in tempo. A meno che non abbiate la possibilità di aiutarci. Se avessi l'opportunità di viaggiare nel tempo, dove andresti e perché? A Pompei prima dell’eruzione del Vesuvio, per ammirare tutta la bellezza della città. La macchina del tempo ti porta In Mesoamerica. Sei capitata nel Templo Mayor di Tenochtitlán ed è in atto un sacrificio umano. Gli occhi sono puntati su di te e sui tuoi strani abiti. Rivolgiti all’imperatore azteco e al pubblico per spiegare chi sei e da dove vieni. Sei foriera di un messaggio dal futuro. Cerca di essere persuasiva. La gente è nervosa. Hai appena interrotto un rituale. Organizzatevi per tempo, prima che arrivino gli spagnoli a distruggere e depredare tutto. Non accettate nulla da loro in cambio del vostro oro e argento e non credete alle loro promesse. Quando vedrete uomini con la barba, cacciateli via! Che cosa vorresti far sapere ai tuoi lettori? Che la vita vale la pena di essere vissuta. Sempre. Che amare è vivere per sempre. Hai un episodio della tua vita o legato alla scrittura che ti piacerebbe condividere con noi? Sono stata malata da ragazza e tuttora lo sono. Leggere e scrivere insieme alla mia numerosa famiglia, ho 5 figli e 4 nipoti, è una medicina più forte di quelle che sono costretta a prendere. Un film che consiglieresti perché all’altezza del romanzo dal quale è stato tratto? Il Signore degli Anelli di Tolkien Grazie, Paola, per esserti intrattenuta con noi! Mille auguri per tutto! LINK PER ACQUISTARE I LIBRI DI PAOLA SANNA: TUTTO IL CUORE CHE HO LA METÀ DI UN BACIO
INTERVISTA A PAOLA SANNA, AUTRICE BERTONI EDITORE  content media
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Elisa Averna
21 lug 2022
In Interviste agli Autori
Carissimi, chi di voi già mi segue sa che nelle interviste tendo a essere irriverente e dissacrante, ma in questa sede cercherò di fare la brava e di limitarmi a domande mirate a conoscere meglio l'ospite della giornata. Dalle risposte certamente avrete agio di conoscere la persona che si nasconde dietro un'opera letteraria o poetica. Molto, infatti, anche di inaspettato può emergere da una semplice chiacchierata. E ora pronti a conoscere un po' meglio l'affascinante autrice Mondadori TEA RANNO? Sì? E allora vamos! Chi si nasconde dietro l’autrice Tea Ranno? Puoi parlarci un po’ di te, delle tue passioni e dei tuoi interessi? Si nasconde un’appassionata di libri e storie, che ha fatto dei libri e delle storie il luogo abituale in cui vive. Mi è sempre piaciuto leggere, entrare nei mondi che i romanzi propongono, andare altrove con la mente o radicarmi nella realtà attraverso narrazioni che indagano la vita da una prospettiva diversa dalla mia, o da un luogo mai visitato, o da un tempo che non mi appartiene. Che bambina era Tea? E che adolescente? Una bambina molto tranquilla, già allora abituata a vivere nel mondo delle favole e delle fiabe. Sono cresciuta in mezzo a donne “cuntatrici”: mia madre, mia nonna, le mie zie non facevano che portarmi nella meravigliosa atmosfera dei racconti, dove sono rimasta. Anche l’adolescente è stata tranquilla, le sue battaglie le ha combattute tutte sulla carta. Se dovessi raccontarti con una canzone, quale sceglieresti e perché? Cirano, di Guccini. Canzone amatissima, che molto mi rappresenta. Quel “toccare” con la penna mettendo a nudo le pecche, gli arrivismi, le deturpazioni, la violazione della terra, ma anche quel sussurrare la tenerezza, l’amore silenzioso e ardente, la devozione a un ideale… Ecco, tutto questo mi appartiene. Com’è iniziata la tua carriera in campo letterario? Sono arrivata finalista al premio Calvino nel 2005, con Cenere, pubblicato nel 2006 dalle edizioni e/o La tua più grande soddisfazione? Aver creduto nella scrittura anche quando sembrava una follia, e aver perseverato fino a giungere, oggi, a una quindicina di libri pubblicati e a tanti personaggi che mi ruotano intorno e che chiedono di raccontarsi. Ci vuoi raccontare qualche aneddoto legato alla stesura del tuo ultimo romanzo, L'amarusanza? Aver inserito nel romanzo le orchidee trovate sulla spiaggia. Era lo scorso aprile, mi trovavo a Ostia (come quasi ogni giorno in tempo di Covid per trovare l’aria che a casa mi mancava), all’improvviso ho visto sulla battigia quello che mi è sembrato un pezzetto di plastica rosa, mi sono avvicinata e la plastica aveva la forma di un fiore, mi sono avvicinata di più e il fiore non era di plastica ma vero, e non era il solo: poco più avanti ne ho trovato un altro e un altro e un altro ancora, in tutto dodici, ed è stata gioia grande, sembrava un regalo del mare, poi mi hanno detto che la notte prima aveva tirato un forte vento che, probabilmente aveva strappato i fiori da uno dei giardini e li aveva portati in acqua, e il mare li aveva restituiti. Quei fiori hanno un valore emotivo molto forte nella storia di Luisa. Tre aggettivi per definire il tuo ultimo romanzo? Commovente, amurusu, sfrontato. C’è un personaggio di un tuo romanzo con il quale “hai litigato”? Un personaggio ribelle nei confronti della tua penna? E se sì, alla fine chi ha vinto, tu o lui/lei? Proprio Luisa, la protagonista. Ne “L’amurusanza”, dove compare per la prima volta, è davvero una lingua di serpe, un cuore imbottito di segatura. Quando si è manifestata, pretendendo parola, mi sono sorpresa: perché mi cercava? Cosa voleva da me? Che verità avrebbe potuto rivelarmi. Poi, quando ha cominciato a parlarmi, tra noi due è stato amore grande. La tua location ideale per scrivere? A mano, sul taccuino, dappertutto. A casa, quando trasferisco la scrittura dal taccuino a un file di word, il mio studio. Lascia un messaggio per gli umani del futuro Che la smettano di violare la terra, che la smettano di sfruttarla in maniera folle, che la smettano di succhiarle ogni risorsa. Sì😢 La tua paura peggiore? La mancanza di respiro. Ricordi il primo romanzo che hai letteralmente divorato? Piccole donne. Hai 1000 caratteri per sfogarti su ciò che non ti piace o non sopporti. Faccene sentire quattro! Non sopporto il pressappochismo, la supponenza, la mancanza di rispetto, la violazione dei diritti, la superficialità, un certo modo di fare politica in cui, agli interessi del singolo, vengono sostituiti quelli di un classe che persegue obiettivi propri, il malaffare in ogni sua forma. Quale vizio capitale ritieni il peggiore e perché? L’avarizia. Perché è la forma più eclatante di narcisismo, di egoismo, di negazione della fratellanza (pilastro che sostiene il mondo). Quali argomenti trovi particolarmente interessanti? Quelli di carattere sociale, di tutela delle minoranze, di tutela dell’ambiente, di tutela della bellezza, della poesia, della cultura, delle arti in genere. Quali generi letterari ti appassionano di più? I romanzi non di genere: storie ben raccontate, ben scritte. Autori a cui sei grata per averti tenuto ottima compagnia con le loro opere? Leonardo Sciascia, Stefano D’Arrigo, Tomasi di Lampedusa, Rosetta Loy, Irène Némirovsky, Magda Szabo, Cesare Pavese, Eugenio Montale. Storia del Giappone, diritto internazionale e filologia. Se fossi costretta a studiare approfonditamente una di queste tre materie, quale sceglieresti e perché? Filologia, perché sono, letteralmente, un’amante delle parole. Un caso di abdaction. Purtroppo gli alieni ti hanno rapito. Hai tre minuti per parlare loro della nostra civiltà (o inciviltà .... come preferisci). Direi che siamo un popolo che talvolta riesce a fare dei propri difetti dei grandi punti di forza, che siamo capaci di amore, che, se vogliamo, possiamo trarre bellezza anche da un mucchietto di fango. Se avessi l'opportunità di viaggiare nel tempo, dove andresti e perché? Vorrei visitare l’Atene di Pericle, vorrei andare alle fonti della democrazia. Che cosa vorresti far sapere ai tuoi lettori? Che ogni mia storia ha una genesi lunga e lungo processo di “cova”; che mai scrivo per caso, mai butto parole sulla pagina mirando a compiacere qualcuno. Le storie le scrivo per me, per farmi compagnia, per aiutarmi a ragionare sulla vita, sul mondo e i suoi disastri, i suoi pregi, le sue difficoltà; solo dopo le condivido, quando mi rendo conto che possono avere un valore anche per gli altri. Hai un episodio della tua vita o legato alla scrittura che ti piacerebbe condividere con noi? Quando Tatiana Alescio, regista siracusana, ha portato in scena, in teatro, Sentimi, e mi ha chiesto di interpretare “la signora col taccuino”. Lo spettacolo ha avuto numerose repliche, e sempre, immancabilmente, nel momento in cui le donne hanno cominciato a parlarmi, ho pianto. Un film che consiglieresti perché all’altezza del romanzo dal quale è stato tratto? In genere i film non sono all’altezza dei romanzi. Preferisco i libri. Grazie, Tea, per esserti raccontata così amabilmente e in modo tanto puntuale qui nel mio blog. A te auguro di realizzare ogni progetto letterario e a noi lettori di beneficiare della loro realizzazione e di godere sempre della tua strordinaria penna! Noi, cari lettori, ci vediamo alla prossima con un nuovo autore o autrice da conoscere! LINK PER L'ACQUISTO L'AMURUSANZA di TEA RANNO DESCRIZIONE: Siamo in un piccolo borgo siciliano che, dall'alto di una collina, domina il mare: una comunità di cinquemila anime che si conoscono tutte per nome. Su un lato della piazza sorge la tabaccheria, un luogo magico dove si possono trovare, oltre alle sigarette, anche dolciumi e spezie, governato con amore da Costanzo e da sua moglie Agata. Sull'altro lato si affaccia il municipio, amministrato con altrettanto amore (ma per il denaro) dal sindaco "Occhi Janchi". Attorno a questi due poli brulica la vita del paese, un angolo di paradiso deturpato negli anni Cinquanta dalla costruzione di una grossa raffineria di petrolio. Quando Costanzo muore all'improvviso, Agata, che è una delle donne più belle e desiderate del paese, viene presa di mira dalla cosca di Occhi Janchi, che, oltre a "fottere" lei, vuole fotterle la Saracina, il rigoglioso terreno coltivato ad aranci e limoni che è stato il vanto del marito. Ma la Tabbacchera non ha intenzione di stare a guardare. Attorno a lei si raccoglie una serie di alleati: il professor Scianna, che in segreto scrive poesie e cova un sentimento proibito per la figlia di un amico, l'erborista Lisabetta, capace di preparare pietanze miracolose per la pancia e per l'anima, Lucietta detta "la piangimorti", una zitella solitaria che nasconde risorse insospettate... una compagnia variopinta e ribelle di "anime rosse" che decide di sfidare il potere costituito a colpi di poesia, di gesti gentili e di buon cibo: in una parola, di "amurusanze". Tra una tavolata imbandita con polpettine e frittelle afrodisiache e una dichiarazione d'amore capace di cambiare una fede, le sorti dei personaggi s'intrecciano sempre più, in un crescendo narrativo che corre impetuoso verso la deflagrazione...
INTERVISTA A TEA RANNO, autrice de "L'AMURUSANZA - Mondadori content media
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Elisa Averna

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