Elisa Averna è nata a Genova nel 1974. Ha conseguito la laurea in Lettere e Filosofia, indirizzo demo-etno-antropologico, con il massimo dei voti e con la lode, per poi specializzarsi con lode in Conservazione dei Beni Culturali. Si occupa di progettazione museologica e opera come ghostwriter freelance.

Ha pubblicato libri di saggistica per Aracne Editore e Mylife.

Ha esordito nella narrativa con Prisma per EdiKit.

A maggio 2020 ha pubblicato con Bertoni Editore il suo secondo romanzo Chiodi di Ghiaccio.

 

Nel 2013 fonda Cucina BioEvolutiva, ponendosi in prima linea nella divulgazione in Italia della cucina crudista. Si è dedicata all’attivismo in campo ecologista, indirizzando i suoi interessi personali e professionali verso lo studio dell’aspetto culturale dell’alimentazione, con particolare attenzione ai condizionamenti ambientali, commerciali, religiosi e sociali che entrano irrimediabilmente in gioco nelle scelte alimentari dei popoli.

 

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LIBRI

 

INTRATTENIMENTI LUDICI DALLA PREISTORIA AL MEDIOEVO

Il saggio traccia un percorso all'interno dell'intrattenimento pubblico e privato nell'antichità: giochi rituali, sportivi, conviviali, musica, danza, teatro, giochi su tavola, giochi d'azzardo, giochi e giocattoli infantili, ripartiti secondo gli usi territoriali e le epoche.

IL "SENTIMENTO" DI LIBERTA' NEI SISTEMI CHIUSI DELL' XI E XII SECOLO

Come era percepita la libertà dall’uomo medievale? Con un’analisi storico-antropologica del monastero e del castello nell’XI e XII secolo, si è tentato di rispondere a questa domanda, estendendo lo sguardo in profondità di là dagli avvenimenti politici firmati da papi e da re, per definire un quadro del rapporto individuo-collettività e frantumare i dati storici nei significati delle consuetudini e delle tradizioni. Si sono ritrovati così uomini e donne i cui valori sono stati rapportati alle loro cognizioni e necessità secondo il filo conduttore del “sentimento” di libertà, vissuto nei due sistemi chiusi. Sentimento come propensione verso una qualche salvezza spirituale, materiale, militare o di potere alla base della quale si muovevano, forse inconsapevolmente per i più, i rigurgiti di una classicità reimportata dall’Oriente, dando forma a un’umanità pensante, nel silenzio delle regole del monastero, nel frastuono delle armi, negli spostamenti notturni da un letto all’altro del castello.

PRISMA

Freddy Moore vive a New York, ha un QI sopra la media e ha sempre usato il suo intelletto per escogitare truffe, fino a quando non è stato reclutato dall'intelligence. In una giornata come le altre si sveglia imprigionato in un prisma trasparente e infrangibile. È un ambiente claustrofobico senza alcuna apertura, grande quanto la cameretta di un bambino. Freddy non sa da chi e perché sia stato rinchiuso lì dentro, ma scopre ben presto che chi lo ha fatto vuole comunicare con lui: ogni faccia laterale del prisma è uno schermo sul quale, di tanto in tanto, viene proiettata una fase della vita di Freddy. L'unico modo per scoprire la verità, sei tu, lettore. Freddy ha solo te per capire chi lo ha chiuso lì dentro e perché.

 

"So che i miei pensieri tu li stai leggendo. Tu, mio caro lettore, sei il mio unico legame con il mondo fuori di qui. Io posso comunicare solo con te. Posso farlo grazie a uno spazio-ponte di dialogo che termina con un libro. Io non sono allineato al tuo tempo e questo è evidente. Tu hai davanti a te un testo scritto in carta stampata o in formato elettronico, poco importa, perché in ogni caso contiene la mia storia. La tua lettura servirà a me per allinearmi al tuo tempo e quindi tornare alla mia vita nel mio mondo e a te per allenarti all'impossibile."

CHIODI DI GHIACCIO

Il romanzo, drammatico dalle sfumature noir, è ambientato tra Roma e Londra dal 1998 al 2010 e raccontato in prima persona dalla protagonista in forma di diario posteriore agli eventi. Soleandra, giovane disoccupata, si scopre sosia di Sara, sua quasi coetanea da poco tragicamente deceduta. Tra uno slancio di generosità, il bisogno di lavorare e l’attrazione per un affascinante amico della famiglia di Sara, Soleandra si lascia coinvolgere nel rischioso gioco di accettare il ruolo di Sara, che parenti e amici decidono di inscenare per preparare l’ancora ignara nonna alla scomparsa della nipote. Ipersensibile e granitica nelle sue scelte, Soleandra sarà risucchiata in un vortice di conflitti interiori che la condurranno a una crisi identitaria. Chi ha rubato la vita a chi? Dalle rispettive oscurità, il “dialogo” tra le due donne s’infittisce. Soleandra cadrà in un labirinto di incubi, esasperato da una malattia degenerativa della vista che lei subirà come una punizione di Sara, ma che accetterà come catarsi. Trascorsi dodici anni dai fatti che hanno segnato profondamente la sua vita, Soleandra si rivolge a Sara nella trascrizione della loro vicenda, affinché entrambe trovino pace.

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